Il dolore
Imu, Pescia doppiamente penalizzata
I cittadini costretti a pagare l’imposta sui terreni montani e al Comune andranno meno fondi
PESCIA. Brutte notizie per chi possiede terreni agricoli in montagna. Se finora tutti i terreni situati nelle zone montane e collinari sono stati esonerati dal pagamento dell'Imu, col nuovo decreto del ministero dell'economia e delle finanze, da dicembre l’Imu si applicherà anche su quelli.
L’esenzione totale rimarrà solo nei comuni collocati ad oltre 600 metri di altitudine. Solo 1.578 comuni sui 3524 attuali resteranno, dunque, esenti dall’Imu, alcuni avranno un’esenzione parziale per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali.
I restanti comuni, tra cui Pescia, dovranno pagare l'imposta per intero entro il 16 dicembre.
Oltretutto, il tributo da versare è relativo al 2014, quindi il decreto si impone con effetto retroattivo. «Tutto il lavoro svolto fino ad ora per rilanciare il settore agricolo è stato vanificato da questo provvedimento – ha dichiarato il sindaco di Pescia Oreste Giurlani – che oltre a rappresentare un ulteriore balzello che graverà sui contribuenti, obbliga i comuni a fungere da esattori per conto dello Stato in quanto obbligati a verificarne l’effettivo incasso e dopo aver fatto anche l'assestamento di bilancio».
Cosa vuol dire? Che il Comune si è già visto tagliare oltre 500mila euro al fondo di solidarietà che dovrebbero rientrare col pagamento dell'Imu da parte dei proprietari dei terreni agricoli. Ma a fronte di un taglio di risorse già effettuato e quidi certo, il recupero di quella cifra entro la fine dell'anno risulta assai improbabile, anche a causa dei tempi assai stretti per l'informazione dovuta ai contribuenti non più esenti.
Oltre al preavviso così ristretto, con cui è stata introdotta la nuova tassazione, quello che il sindaco Giurlani ha contestato al governo nell'ambito della conferenza stampa convocata, ieri mattina, a Palazzo del Vicario è «l'assoluta mancanza di concertazione con le istituzioni e le associazioni di categoria».
Cia e Coldiretti, infatti, hanno espresso un'assoluta contrarietà nel merito del provvedimento «che rischia di mandare a monte un sistema produttivo – ha sottolineato Sandro Orlandini, presidente della Cia – in un'annata oltretutto disastrosa per l'agricoltura e che potrebbe portare alla chiusura di molte attività produttive».
In qualità di sindaco, ma anche di presidente Uncem, Oreste Giurlani ha predisposto un documento che sarà portato al prossimo consiglio comunale nel quale si chiede al governo di sospendere per il 2014 l'attuazione del decreto, nonché di attivare un tavolo di concertazione con gli enti locali e le associazioni di rappresentanza, Anci e Uncem, per confrontarsi sulle modalità di attuazione dello stesso.
«L'altimetria non può essere l'unico criterio per stabilire quali debbano essere i comuni montani esenti da Imu – si legge nel documento - perché vi sono altri fattori quali l'orografia, il deficit infrastrutturale, la densità di popolazione ecc. ecc. anche riconosciuti a livello europeo che andrebbero considerati».
Solo per fare un esempio, stando a questo strumento di selezione, anche chi ha un terreno a Pontito deve pagare l'Imu, perché nonostante si arrocchi su un colle alto quasi 800, metri la sede comunale si trova ad un'altitudine di 62 metri appena e questo lo colloca nella fascia dei comuni con altitudine fino a 280 metri, che sono tutti oggetto d'imposta.
Maria Salerno
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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