Il Tirreno

Montecatini

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Scoperta "fabbrica" di etichette contraffatte per capi di abbigliamento

Luca Signorini
Le etichette sequestrate dai carabinieri (Foto Nucci)
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Le etichette sequestrate dai carabinieri (Foto Nucci)

Irruzione notturna dei carabinieri di Montecatini in un garage della zona sud. Sequestrati migliaia di pezzi che riproducevano i marchi di griffe famose come Dolce&Gabbana, Gucci, Hogan e Moncler e i macchinari per produrli. Denunciato un giovane di Buggiano

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MONTECATINI. Un vero e proprio laboratorio professionale di etichette contraffatte che replicavano famose griffe della moda è stato scoperto nella notte tra domenica 30 novembre e  lunedì 1 dicembre dai carabinieri del Norm della compagnia cittadina. All'interno di un garage, regolarmente affittato da alcuni mesi in via Filzi, una piccola traversa di via Marruota a pochi metri dalla stazione del centro, si trovavano numerosi scatoloni con circa 100mila “pezzi” tra etichette e loghi in cuoio (di quelli che si trovano sui jeans), tessuto e cartone (per gli abiti), destinati ad essere applicati da altri soggetti della filiera dell'illecito su capi di abbigliamento taroccati. Oltre alle “materie prime”, i militari hanno sequestrato macchinari e attrezzature varie: una macchina per cucire, una stampante, un telaio tessile per il ricamo industriale, due presse, una trancia e due computer dotati di software dedicato. Una dotazione industriale da “fabbrica” del falso, caso particolare in città, che non ha una tradizionale vocazione tessile.

Ad essere denunciato un giovane di 22 anni, residente nel Comune di Buggiano ma di origine campana, già conosciuto alle forze dell'ordine per vendita di merce contraffatta, che si è consegnato colto in flagrante senza opporre resistenza. I reati contestati vanno dalla contraffazione di segni distintivi di opere dell'ingegno o di prodotti industriali, alla ricettazione fino alla tentata vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Hogan, Gucci, Dolce & Gabbana e Moncler sono alcuni dei brand più noti perfettamente imitati. Nell'inventario dei carabinieri sono finiti anche 15mila bottoni in lega metallica “griffati”, anch'essi realizzati nel laboratorio clandestino, diversi campioni di stoffe da far visionare ai “clienti” e 25 abiti già completi di targhette, probabilmente forniti da terzi, quelli che si occupano della commercializzazione del prodotto finito, da utilizzare come modelli e “prove” per la stamperia.

“Abbiamo ragione di pensare che queste merci, oltre che ai venditori abusivi, possano finire anche sugli scaffali dei commercianti con regolare permesso. Le indagini in corso stabiliranno chi sono i compratori di questa merce”, spiega il capitano Enrico Vellucci. L'operazione degli uomini dell'Arma, che si è conclusa nelle prime ore dell'alba di ieri, segue alcune segnalazioni dei residenti di via Filzi insospettiti da un certo via vai notturno di persone intorno al garage. I “rumori” che provenivano dal laboratorio, avvertiti distintamente durante i servizi di osservazione e i sopralluoghi di verifica, hanno subito escluso attività legate allo spaccio di sostanze stupefacenti o all'esercizio della prostituzione in abitazione. Una volta scattato il controllo, è venuta fuori questa “azienda” dell'imitazione.

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