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Addio al Business park: «Tanto nessuno voleva venirci»

di Maria Salerno
Addio al Business park: «Tanto nessuno voleva venirci»

Il comitato che da anni combatte la nuova area industriale a sud di Pescia replica agli attacchi «Gli imprenditori sono i benvenuti, basterebbe riqualificare e riutilizzare i tanti capannoni che sono chiusi»

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PESCIA. Negli ultimi tempi il progetto Business park è tornato ad animare il dibattito politico cittadino, tra detrattori e sostenitori convinti.

Dopo l'annuncio del sindaco Oreste Giurlani al Flormart di Padova relativo alla volontà di abbandonare definitivamente il progetto, cui è seguita l’approvazione di una mozione, in questo senso, in consiglio comunale, si sono rincorse sulla stampa le opposte ragioni di chi è a favore e chi è contro. Ma al centro del contendere, in molti casi, questioni politiche hanno pesato più di altre, fino al punto da attribuire al comitato per i cittadini della Valle del Pescia interessi di tipo corporativo che il sindaco avrebbe favorito in cambio di «una manciata di voti». Questa, per esempio, la posizione di Forza Italia.

«Mica siamo un’associazione di categoria – replicano i membri del comitato – i diritti che difendiamo sono quelli di noi cittadini, abitanti della zona a sud di Pescia, che fino a prova contraria hanno uguali diritti di tutti gli altri. Qui non è affatto in vendita per una manciata di voti il comune di Pescia. Se c’era qualcuno che lo stava per vendere (e forse lo ha già fatto, letteralmente, e sta dimenandosi per recuperare il recuperabile), questo qualcuno ha avuto a che fare con le due precedenti amministrazioni e tenta ora di inserirsi in una querelle con toni offensivi dell’intelligenza della gente comune, che ha già espresso un giudizio chiaro e inequivocabile nella recente tornata elettorale».

Alla presidente provinciale di Confindustria, Federica Landucci, che pure era intervenuta sulla questione nei giorni scorsi, il comitato ribatte sottolineando, invece, come il suo intento non sia quello di sminuire le attività industriali, artigianali e manifatturiere. «Ma da qui a darne per scontata la centralità, in particolar modo sul territorio di Pescia, ce ne corre – è la replica del Comitato - dov’è scritto che le attività industriali e artigianali debbano essere necessariamente al centro di tutto, comunque e dovunque, e che tutto debba essere in loro funzione e a loro subordinate? Non è così, semplicemente. Non è così di sicuro per il territorio di Pescia che da sempre ha ben altra vocazione».

Il comitato evidenzia, inoltre, come nonostante a più riprese siamo state promosse “manifestazioni di interesse” tese a recepire la volontà di imprenditori locali e non ad investire nel territorio pesciatino, che non ci sia stata in ultimo nessuna risposta, che è una «follia anche solo di concepire un’intera zona industriale fra due fiumi che in passato hanno esondato in più occasioni, procurando enormi danni».

Il comitato contro il Business park ha invitato la presidente degli industriali a visitare Pescia così da poter osservare i numerosi capannoni chiusi «che necessitano semmai di un recupero ed una riqualificazione e per i quali gli imprenditori interessati sono i benvenuti».

Il comitato replica, infine, a chi ritiene necessario predisporre nuovi insediamenti produttivi per garantirsi le entrate annue per gli oneri urbanizzazione, vale a dire i consiglieri comunali di Forza Italia, Biscioni e Pieraccini, che costruire a oltranza non rappresenta certo una soluzione determinante per la risoluzione dei profondi problemi economici del comune.

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