Il dolore
Corte dei conti in allarme: nel 2012 disavanzo record
Il Comune di Pescia chiamato a rimediare a un buco di quasi 3 milioni e mezzo di euro. Col recupero dell’Ici evasa l’assessore prevede un pareggio già nel 2015
PESCIA. Resta critica la situazione delle casse comunali. La difficile situazione del bilancio di Pescia è cosa nota, ma, al di là della vox populi, è proprio l’ente che deve certificare lo stato di salute delle casse a sostenerlo. La sezione regionale della Corte dei conti, riunitasi lo scorso luglio (ma la relazione è arrivata in municipio appena pochi giorni fa) chiamata a relazionare sul rendiconto 2012, ha infatti emesso un giudizio a dir poco impietoso, parlando di «criticità o irregolarità gravi, che danno luogo a specifica pronuncia di accertamento». Una sorta di preavviso, con l’amministrazione chiamata a preparare una relazione che dimostri la sua capacità di rimediare, per evitare il commissariamento. Un rischio che il comune ha corso appena pochi mesi fa, salvandosi con un piano decennale di rientro dal debito.
Intanto è arrivata la relazione specifica sull’esercizio 2012, che è pesantissima. Un esercizio «chiuso – si legge sulla stessa relazione – con l’accertamento di un disavanzo di amministrazione di 3.440.123,88 euro». Quasi tre milioni e mezzo di debito. «Tale risultato – prosegue la Corte – è da considerarsi grave indipendentemente dalle cause che l’hanno generato, in quanto espressioni di situazioni patologiche e contrarie ai principi di sana gestione e sostenibilità finanziaria». Una situazione pesante, accumulata in anni e diverse gestioni (anche politicamente contrapposte), e riferita ad un anno in cui governava un’amministrazione diversa dall’attuale.
Amministrazione diversa ma, se non viene trovata una soluzione, il rischio commissariamento resta, con tuto ciò che questo potrebbe comportare per Pescia e i pesciatini. Nonostante tutto appare abbastanza tranquillo l’assessore al bilancio Roberto Peria, che parla di giudizio tranciante da parte della Corte dei conti ma che prevede lo stesso, attraverso il recupero dell’evasione fiscale, di riuscire ad andare in pari con quel debito in tempi brevissimi, già nel 2015.
In bilancio è stato messo in preventivo un recupero di risorse, dall’evasione fiscale pregressa, di circa un milione e mezzo di euro, ma si tratta di una stima per difetto a detta dell’assessore.
Un milione e mezzo di euro riferito soprattutto all’Ici, e relativa agli anni 2008 e 2009. Quindi restano ancora tuti gli anni successivi al 2009 da recuperare e, nella maggior parte dei casi, chi ha evaso in quei due anni ha continuato a farlo anche dopo e, di conseguenza, c’è un certo ottimismo sulla possibilità di recuperare dal “profondo rosso”. Per il resto proseguirà il piano di rientro decennale messo in piedi dalla passata amministrazione e, altra manovra in cantiere, si procederà con l’estinzione dei pesanti, per i conti pubblici, contratti derivati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
