Sicurezza
«La Caritas non manifesta, la Caritas agisce»
L’associazione diocesana si tira fuori dalla doppia iniziativa contro e pro immigrazione e invita a operare per gli ultimi, senza alcuna distinzione
PESCIA. Evitare di impegnarsi in manifestazioni di colore partitico, che esse siano a favore o contro qualcosa o qualcuno, ed agire nel quotidiano a servizio dell’uomo. Questa la presa di posizione della Caritas Diocesana di Pescia sulla doppia manifestazione in programma tra sabato 27 e domenica 28 a Pescia sulla situazione immigrati.
Sabato 27 Casapound ha organizzato il corteo “Prima gli italiani”, manifestazione nata con l’intento di dare voce ad alcuni che ritengono gli italiani non presi affatto in considerazione a fronte degli immigrati che, ad esempio a Pescia, vengono ospitati con il contributo della Comunità Europea all’Hotel dei Fiori.
Domenica sarà la volta della “Festa dell’integrazione”, sostenuta da un comitato promotore che comprende Rifondazione Comunista Pescia, Partito Democratico Pescia, Giovani Democratici Pescia ed altre associazioni, in risposta alla manifestazione promossa da Casapound.
«Ad ognuno la libertà di pensiero e di manifestare secondo le modalità che crede più opportune – sottolinea la Caritas Diocesana di Pescia – La manifestazione e la contromanifestazione del 27 e 28 hanno troppa colorazione partitica. La Caritas non ritiene di impegnarsi in simili dimostrazioni, ma di agire con l’impegno concreto di tutti i giorni».
L’associazione religiosa evidenzia che il Vescovo, dal momento del suo ingresso, ha preso a cuore che si venisse incontro ai bisogni più urgenti degli ultimi. Ultimamente alcune iniziative con i Comuni (in particolare Montecatini) hanno realizzato forme di ospitalità per persone in difficoltà, uomini soprattutto: una forma di dormitorio piuttosto articolata ed intelligente. Quando poi si è presentata l’emergenza immigrati, la Caritas ha risposto facendosi presente con l’accoglienza all’Hotel dei fiori e collaborando con la Caritas di Pistoia a Marliana.
Fino alla messa a disposizione da parte della Diocesi della casa “Alleluia” per 24 immigrati che saranno assistiti da una Cooperativa. «Qui non si parla di iniziative per favorire l’integrazione – conclude la Caritas – ma di garantire una disponibilità quotidiana, non percepita se non dai Servizi sociali e dai Comuni che chiedono e ricevono dalla Caritas collaborazione per progetti. Nell’attuale situazione più che manifestare contro c’è da impegnarsi per, a favore degli ultimi senza alcuna distinzione».
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