Il Tirreno

Montecatini

Il Comune vuole vendere il centro cottura

Nell’edificio di via Abruzzo un’azienda privata prepara i pasti per le scuole. Il contratto di affitto scade tra cinque anni

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MONSUMMANO. Il Comune mette in vendita l'edificio che ospita il centro cottura e la mensa delle scuole, non solo quelle cittadine. Ma niente paura: il servizio, almeno fino al 2019, è comunque assicurato, visto che la Cir Food divisione Eudania (l'azienda che occupa l'immobile), leader in Toscana nella ristorazione e nel self-service, ha un contratto d'affitto tacitamente prorogato nel 2007 che dura per altri sei anni, ed è legata con una convenzione decennale all'amministrazione.

«La struttura non è da noi considerata più strategica e la abbiamo inserita nell'elenco dei beni da alienare – dice il vicesindaco Luca Buccellato – questo però non porterà alcun cambiamento per le famiglie monsummanesi. Chi lo acquisterà dovrà continuare con l'attività fin quando non sarà scaduto l'accordo in essere con l'affittuario. Comunque, anche successivamente al 2019, non è previsto un cambio di destinazione d'uso, l'edificio resta produttivo e lì non possono nascere degli appartamenti». Lo stabile si trova in via Abruzzo, in piena zona industriale Pratovecchio, di fronte al polo per l'impresa della Cna e a un passo dal quartiere Orzali. Si tratta di un grande complesso costituito dal centro cottura e mensa (più vari locali tecnici e commerciali) su una superficie di 1.277 metri quadrati, da uno spazio adibito a magazzino di 184 metri quadrati e da un'area esterna con parcheggio di 3mila metri quadrati. Qui la Cir Food prepara i pasti per i bambini delle scuole, per aziende private e altri enti, oltre a gestire un ristorante self-service aperto tutti i giorni all'ora di pranzo, dove si può mangiare a prezzi contenuti. Ogni anno la cooperativa paga al municipio un canone di locazione, in rialzo secondo le rivalutazioni Istat, di oltre 80mila euro (87mila nel 2013). La società avrà diritto di prelazione sull'acquisto del bene, la cui vendita parte da un prezzo iniziale a base d'asta superiore al milione e 300mila euro. Gli interessati dovranno inviare le proprie offerte in busta chiusa entro le ore 13 di lunedì 13 ottobre, l'asta pubblica è prevista poi il giorno successivo. Nel bando pubblicato dal Comune viene specificata la destinazione urbanistica dell'area, che rientra nelle “zone per servizi di interesse comune e generale”. In pratica, l'immobile oltreché una mensa, potrebbe ospitare anche strutture politico-sociali, sanitarie, culturali, religiose, ricreative, assistenziali, militari, di pubblici servizi, di protezione civile, di vigilanza e difesa dell'ordine pubblico.

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