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Una pioggia di ricorsi contro i licenziamenti

Una pioggia di ricorsi contro i licenziamenti

Da mercoledì 1° ottobre restano a casa 39 lavoratori della Panapesca. Vigilanza sui possibili rischi di “svuotamento” dei magazzini di Traversagna

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MASSA COZZILE. Da un giorno all’altro vedranno la loro vita cambiare, gente che lavorava nello stesso posto anche da oltre trent’anni si ritroverà, da mercoledì 1° ottobre, a fare i conti con i sussidi della mobilità e i sempre più scarsi annunci di lavoro. Succede alla Panapesca, storica azienda di Traversagna che, dopo la firma del mancato accordo sindacale dello scorso giugno, a metà luglio ha mandato 39 lettere di licenziamento ad altrettanti dipendenti, i cui tempi di preavviso scadono appunto a metà della prossima settimana. Ma i lavoratori non si sono ancora arresi e, a gruppi più o meno numerosi, si sono rivolti ad alcuni avvocati e a breve presenteranno una serie di ricorsi.

La Panapesca aveva aperto dal 21 marzo la procedura di mobilità per i 39 dipendenti. L’azienda ha stabilimenti sparsi nel resto d’Italia e in Paesi esteri ed è specializzata in taglio, confezionamento e commercializzazione dei prodotti ittici. I lavoratori totali del gruppo sono 256, 156 dei quali impiegati nella sede della Valdinievole. Un’altra simile procedura era già stata aperta alcuni mesi fa, ma alla fine era stato raggiunto un accordo tra sindacati e società: 12 dipendenti erano stati integrati in un’azienda esterna e 16 erano stati messi in cassa integrazione straordinaria per un anno (al termine del quale entreranno in mobilità).

I sindacati avevano cercato in ogni modo di trovare un accordo con la società, ma i lavoratori in assemblea avevano bocciato quasi all’unanimità la soluzione prospettatagli, a loro dire troppo penalizzante (e che prevedeva il licenziamento e la contestuale riassunzione da una società esterna e il passaggio dal contratto del commercio a quello di multiservizi). Così la procedura di mobilità era andata avanti e ora siamo alla scadenza dei termini.

Martedì in 39 timbreranno per l’ultima volta il cartellino. Eppure in tanti non hanno perso la speranza di poter ribaltare a proprio favore una situazione apparentemente irrimediabile. Da qualche tempo, infatti, alcuni camion stanno facendo la spola tra Traversagna e una città del sud Italia (sembra Capua, in provincia di Caserta). Alcuni lavoratori raccontano di tonnellate di merci, documenti e vari pancali in partenza. Uno “svuotamento” che non convince e che potrebbe costituire una delle basi dei ricorsi da parte degli ormai ex-dipendenti. In linea teorica, infatti, la movimentazione merci dovrebbe cessare mercoledì e, secondo i lavoratori, le stesse mansioni non potrebbero essere affidate né a una cooperativa esterna, né ad altri stabilimenti dello steso gruppo. Tanto più che in azienda sembra che ci siano ancora tanti ordinativi. I lavoratori, intanto, hanno già mandato una lettera, tramite i propri avvocati, in cui contestavano il licenziamento: un passaggio necessario per poter procedere al ricorso e aprire, entro 180 giorni, una nuova vertenza con l’azienda.

David Meccoli

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