La manifestazione
«L’aggressione dopo anni di minacce»
Parla l’uomo assalito con un’ascia: «Da tempo chiediamo inutilmente l’intervento dei servizi sociali»
BUGGIANO. Un’aggressione che, però, non è stata frutto di un raptus di follia. Questo quanto emerge a proposito dell’episodio che, la mattina di sabato scorso, ha richiesto l’intervento dei carabinieri e dei sanitari in via Due Giugno a Borgo a Buggiano.
Stiamo parlando dell’aggressione subita da un sessantenne da parte di un anziano 79enne. Episodio passato sulle cronache quasi come un evento curioso, nonostante la sua pericolosità, visto che l’anziano, brandiva un’ascia.
Un episodio che, si scopre, ha rappresentato solo l’ultimo di una lunga serie. E non si tratterebbe di una semplice faida tra vicini, ma di problema di mancata assistenza che si trascina da anni.
Questa almeno la versione della vittima di quell’aggressione, il sessantenne, ossia Giovanni Grazzini, che si è rivolto al Tirreno per segnalare una situazione di pericolo con cui lui e le altre persone residenti nello stesso condominio sono costrette a convivere da lungo tempo. Una situazione di pericolo che sabato poteva davvero trasformarsi in tragedia.
Partiamo proprio dall’ultimo episodio: «Stavo uscendo di casa per andare in bici – racconta Grazzini – quando dal balcone del suo appartamento il 79enne ha iniziato a insultare. Dagli insulti si è passati alle minacce (“Vengo giù e ti sparo”) fino a quando l’uomo non è sceso e ha iniziato a brandire l’ascia».
Un episodio, spiega la vittima, avvenuto davanti a molti passanti e questo ha probabilmente evitato guai peggiori, anche perché qualcuno ha subito chiamato i carabinieri.
Ma quello di sabato, chiuso con il ricovero dell’anziano all’ospedale, e con il sequestro di due asce e di una roncola in suo possesso, ha rappresentato il momento peggiore di una situazione di (per usare un eufemismo) convivenza difficile, tra il settantanovenne e gli altri inquilini del palazzo. Tutti, periodicamente, sarebbero stati fatti oggetto delle aggressioni verbali dell’anziano.
Una situazione di disagio, contro la quale a nulla sono servite le segnalazioni fatte dagli inquilini stessi: «Sono undici anni che siamo costretti a convivere con questa situazione – prosegue Grazzini – tutti noi almeno due o tre volte all’anno abbiamo segnalato all’autorità i problemi di quest’uomo, il quale, più di una volta, ha anche minacciato di dare fuoco a tutti noi. Chiediamo che venga seguito dai servizi sociosanitari, prima che accada qualcosa di irreparabile». E sabato a una situazione del genere ci siamo andati vicino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google