Sicurezza
Comune condannato per l’accordo violato sull’esumazione
PESCIA. Per suo padre defunto aveva stipulato con il Comune un accordo per la concessione di un ossario privato. Ma Palazzo del Vicario quell'atto non lo ha mai trasmesso al custode del cimitero e...
PESCIA. Per suo padre defunto aveva stipulato con il Comune un accordo per la concessione di un ossario privato. Ma Palazzo del Vicario quell'atto non lo ha mai trasmesso al custode del cimitero e così i resti di Renzo Bottaini sono finiti nell'ossario comune. Per questa dimenticanza l'ente è stato condannato dal tribunale a pagare un risarcimento danni di ben 50mila euro.
Tutto inizia il 2 novembre del 2006, quando Mario Bottaini, figlio di Renzo, va al cimitero per la celebrazione dei defunti. Qui scopre che la salma di suo padre era è già stata esumata (tra l'altro in anticipo rispetto ai tempi del regolamento comunale). Bottaini è sicuro che i resti siano comunque depositati nell'ossario prenotato nel 2003. Il custode controlla la mappa e arriva la sconcertante notizia: le spoglie di suo padre sono state depositate nell'ossario comune. E in quello prenotato? C'è un altro morto. La famiglia Bottaini così va in Comune a chiedere spiegazioni, che - come si legge nella sentenza - di fatto non arrivano. Da qui la causa, con tanto di richiesta di risarcimento danni, affidata all'avvocato Alessio Stefanelli.
Di pochi giorni la fa pronuncia del tribunale: il giudice, in sostanza, ha riscontrato che il Comune si è dimenticato di trasmettere al custode del cimitero la prenotazione, oltre alle mappe aggiornate degli ossari dati in concessione ai privati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google