Sicurezza
Si fa largo l’idea di spostare la linea a sud di Montecatini
MONTECATINI. Dopo anni di discussioni teoriche, e di annunci cui – si sapeva già - non sarebbe seguito nulla, sembra che sia arrivata la volta buona per il raddoppio, almeno parziale, della Ferrovia....
MONTECATINI. Dopo anni di discussioni teoriche, e di annunci cui – si sapeva già - non sarebbe seguito nulla, sembra che sia arrivata la volta buona per il raddoppio, almeno parziale, della Ferrovia. E adesso che l’ipotesi si fa concreta, con tutto ciò che di positivo può comportare, emergono anche gli aspetti potenzialmente negativi del progetto. In primis quello di una città che, già divisa in due con il binario unico, rischia davvero di essere “spezzata” in modo definitivo con il doppio binario. I tre attuali passaggi a livello saranno soppressi, sostituiti – secondo i progetti – da un unico sottopasso (in piazza Gramsci, e non è detto che resti aperto alle auto, mentre in via Tripoli, dove sembrerebbe più logico, non potrà essere realizzato, vista la presenza sotterranea del fiume Salsero).
Il primo allarme per una città divisa in due era arrivato dalla lista “MontecatineSì”. Mentre sulle pagine dei social dedicate alla città si è aperto il dibattito su possibili alternative (linea interrata, linea sopraelevata e così via). Una proposta – quanto realizzabile resta da vedere – che si sta facendo largo in questo periodo è quella ancor più drastica di spostare proprio la ferrovia, magari facendola passare a sud, nella zona Camporcioni. Un’idea che ha lanciato per primo l’ex commissario del Consorzio di Bonifica Gino Biondi, e che sta raccogliendo, giorno dopo giorno, sempre più sostenitori.
In una lunga lettera aperta al sindaco Bellandi questa è la soluzione sollecitata anche da un lettore, Pietro Balistreri, che sollecita soluzioni , altrimenti «diventa solo fumo negli occhi organizzare le “feste oltre verga” con tanto di manifesti colorati e poveri mercatini. Tutta la zona sud diventerebbe un grande Bronx dal quale chi può scappa».
«Ritengo opportuno prima che Rfi compia gesti impopolari – prosegue la lettera – che i tecnici del Comune (e non Fuksas per non creare un secondo e pericoloso caso Leopoldine) studino varie soluzioni fattibili, nel rispetto del budget, e che tali soluzioni siano oggetto di un referendum . In caso di mancanza di soluzioni percorribili, modestamente ritengo che o si continua a far percorrere la ferrovia nell'attraversamento di Montecatini con un solo binario lasciando quindi i passaggi a livello (a questo punto, tutto sommato, il male minore); oppure (ed è la cosa che auspico) si risolve definitivamente il problema portando la ferrovia ancora più a sud oltre l'autostrada e dell’attuale tratta ferroviaria se ne fa una vivibile ed alberata pista ciclabile, riunendo finalmente la città e i suoi abitanti».
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