Il Tirreno

Montecatini

L’aggressione dopo anni di litigi

L’aggressione dopo anni di litigi

Buggiano: la testimonianza dell’uomo aggredito sull’episodio dell’anziano che brandiva un’ascia

2 MINUTI DI LETTURA





BUGGIANO. Un’aggressione che, però, non è stata frutto di un raptus di follia. Questo quanto emerge a proposito dell’episodio che, la mattina di sabato 20 settembre, ha richiesto l’intervento dei carabinieri e dei sanitari in via Due Giugno a Borgo a Buggiano.

Stiamo parlando dell’aggressione subita da un sessantenne da parte di un anziano 79enne. L’episodio era passato sulle cronache quasi come un evento curioso, pur nella drammaticità e nel potenziale pericolo di quella vicenda. L’anziano, infatti, nello sferrare il suo attacco, brandiva una pericolosa ascia.

Un episodio che, si scopre, ha rappresentato solo l’ultimo di una lunga serie. E non si tratterebbe di una semplice faida tra vicini, ma di problema di mancata assistenza che si trascina da anni.

Questa almeno la versione della vittima di quell’aggressione, il sessantenne, ossia Giovanni Grazzini, che si è rivolto al Tirreno per segnalare una situazione di pericolo con cui lui e le altre persone residenti nello stesso condominio sono costrette a convivere da lungo tempo, senza che nessuno sia riuscito a trovare una soluzione. Una situazione di pericolo che sabato poteva davvero trasformarsi in tragedia.

Partiamo proprio dall’ultimo episodio: «Stavo uscendo di casa per andare in bici – racconta Grazzini – quando dal balcone del suo appartamento il 79enne ha iniziato a insultare. Dagli insulti si è passati alle minacce (“Vengo giù e ti sparo”) fino a quando l’uomo non è sceso e ha iniziato a brandire l’ascia».

Un episodio, spiega la vittima, avvenuto davanti a molti passanti e questo ha probabilmente evitato guai peggiori, anche perché qualcuno ha subito chiamato i carabinieri.

Ma quello di sabato, chiuso con il ricovero dell’anziano all’ospedale, e con il sequestro di due asce e di una roncola in suo possesso, ha rappresentato il momento peggiore di una situazione di (per usare un eufemismo) convivenza difficile, tra il settantanovenne e gli altri inquilini del palazzo. Tutti, periodicamente, sarebbero stati fatti oggetto delle aggressioni verbali dell’anziano.

Una situazione di disagio, contro la quale a nulla sono servite le segnalazioni fatte dagli inquilini stessi: «Sono undici anni che siamo costretti a convivere con questa situazione – prosegue Grazzini – tutti noi almeno due o tre volte all’anno abbiamo segnalato all’autorità i problemi di quest’uomo, il quale, più di una volta, ha anche minacciato di dare fuoco a tutti noi. Non chiediamo che venga rinchiuso, ma che venga almeno seguito dai servizi sociosanitari, prima che accada qualcosa di irreparabile». E sabato a una situazione del genere ci siamo andati vicino.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze