Italia
Ressa, spintoni e malori per il diritto di andare a scuola
MONTECATINI. Il rientro dalle vacanze per gli studenti è stato tutt’altro che sereno. Come ogni anno si ripropone la scena dei bus troppo affollati, con tutti i disagi che ne conseguono. Da...
MONTECATINI. Il rientro dalle vacanze per gli studenti è stato tutt’altro che sereno. Come ogni anno si ripropone la scena dei bus troppo affollati, con tutti i disagi che ne conseguono. Da Montecatini a Pescia, da Pistoia a Pieve a Nievole, da Lamporecchio alla stazione centrale la scena si ripete. Gli autobus di linea delle 7.30 e quelli delle 12 sono presi costantemente d’assalto dai giovani che devono conquistare un posto, spesso in piedi, sul mezzo di trasporto. Una lotta quotidiana per poter recarsi nella propria classe. In piazza della Stazione ecco quindi accalcarsi i ragazzi, fare a spintoni e cartellate per poter salire sul pullman che li riporterà a casa. E di fronte alla domanda su come sia la situazione sulla Lazzi o sul Copit, la risposta degli studenti è sarcastica: «Una favola – affermano alcune studentesse dell’alberghiero – noi abbiamo lo spazio riservato sugli scalini. Chiaramente quando riusciamo ad entrare». I quindicenni Giada e Kevin dello scientifico invece scherzano sul fatto di aver già perso due corse e di dover aspettare almeno un’altra ora. Per gli sfortunati che abitano a Fucecchio, le difficoltà sono ancora maggiori: vi è un solo autobus diretto dell’una e nel caso non si riesca a prenderlo l’alternativa è la corsa delle 18. Per non lasciare nessuno a piedi, non è sufficiente neppure il rischio che gli autisti si assumono trasportando un numero ben superiore di passeggeri. Ciò che ne consegue è ben evidente: persone ammassate le une sulle altre come sardine, codice stradale infranto, possibilità di vedere dagli specchietti assolutamente nulla, rischio effettivo di incidenti per frenate brusche ed improvvise. «Mio figlio che frequenta l’agrario a Pistoia si è sentito male durante il viaggio di ritorno a Pieve a Nievole – afferma Federica Parenti – il bus sul quale viaggiava era talmente strapieno, con una temperatura interna improponibile, che ha avuto un colpo di calore. Sono indignata per questo. Manca il coordinamento tra le scuole e l’agenzia che si occupa di trasporti». Come sottolineano gli addetti ai lavori però la situazione è ormai cronica all’inizio del periodo scolastico; una volta entrato in vigore l’orario definitivo tutto tende a stabilizzarsi.
Elena Guerri
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