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Parlanti, nuovo incontro tra sindacati e azienda

Parlanti, nuovo incontro tra sindacati e azienda

Cgil e Uil parlano di «intollerabile filiera di bugie» e auspicano che Balducci sia disponibile ad attivare la mobilità volontaria e acceleri i tempi del concordato

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MONSUMMANO. Calzaturificio Parlanti: domani l’azienda incontra Rsu e rappresentanti sindacali. Un incontro atteso, da cui i sindacati si aspettano finalmente «risposte positive». Gli animi sono talmente esacerbati che Michele Gargini (Filctem Cgil) e Federica Brizi (Uiltec Uil) non esitano a parlare di «filiera delle bugie non più tollerabile».

Gargini e Brizi ricordano l’assemblea dei lavoratori del 28 agosto: «In quella sede i lavoratori, attualmente in cassa integrazione straordinaria per chiusura, hanno espresso tutta la loro rabbia per le notizie false da parte della proprietà, che aveva promesso il pagamento dello stipendio di maggio, presentando invece la richiesta di concordato». Ricordiamo, evidenziano Cgil e Uil, che «i lavoratori sono senza salario perché in attesa del decreto ministeriale, e l’anticipo degli importi da parte delle banche attivato attraverso una convenzione con Fidi Toscana è fruibile solo da pochi giorni. È stata costituita una nuova società con nome Fabal, che ha come soci soggetti legati alla famiglia Balducci (proprietaria del calzaturificio Parlanti). Fabal risulta commercializzare gli stessi prodotti a marchio Parlanti attraverso l’esternalizzazione della produzione in aziende del sud Italia. La Parlanti aveva invece riferito che era un’azienda creata per alimentare il concordato, ma ciò sarebbe stato possibile solo attraverso l’affitto dell’azienda all’interno del concordato stesso, e non è avvenuto. L’azienda - proseguono Gargini e Brizi - aveva dichiarato che a luglio avrebbe portato i documenti per l’ammissione al concordato. Ora sembra che lo farà a fine settembre. I dipendenti rischiano di perdere opportunità di lavoro per l’impossibilità di accesso alla mobilità, se la procedura non verrà attivata immediatamente».

I sindacati auspicano che domani «siano fornite almeno minime risposte positive, come la possibilità di attivare la mobilità volontaria, il pagamento della mensilità di maggio, e l’accelerazione dei tempi per il concordato in modo da ottenere anche il pagamento dei premi e delle ferie arretrate, nonché la copertura del fondo complementare pensionistico e del biennio di contributi previdenziali che risulta ancora non corrisposto all’Inps.

Il disimpegno industriale di Parlanti - concludono - e le alternative escogitate per mantenere produzione di scarpe a marchio proprio attraverso la costituzione di un’altra ditta, ci fanno esprimere un giudizio fortemente negativo. Ricordiamo alla proprietà che, non consentendo soluzioni alternative alla chiusura, sono state gettate nella disperazione 40 famiglie».

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