Sicurezza
Prese il coinquilino a coltellate Condannato a 7 anni
PESCIA. Avevano iniziato a litigare poco dopo le dieci di sera, per il troppo rumore che, secondo uno dei due, l’altro faceva aprendo e chiudendo le porte dell’appartamento. E dalle parole erano...
PESCIA. Avevano iniziato a litigare poco dopo le dieci di sera, per il troppo rumore che, secondo uno dei due, l’altro faceva aprendo e chiudendo le porte dell’appartamento. E dalle parole erano passati subito agli spintoni. E quando Alberto Vitelli era stato colpito ad un occhio e graffiato al volto, era corso in cucina, aveva aperto un cassetto, aveva preso un coltellaccio con una lama di una ventina di centimetri ed era tornato ad affrontare il suo coinquilino. E aveva iniziato a colpirlo: tre fendenti, all’addome, al torace, a un gluteo. Quando, sul posto, in una casa popolare del quartiere di Porta Fiorentina, a Pescia, erano arrivati i sanitari del 118 e i poliziotti, la camera da letto era un lago di sangue.
Con l’accusa di tentato omicidio, Vitelli, 45 anni, originario di Rimini, era stato arrestato. Alessandro Bellandi, 62 anni, pesciatino, era stato trasportato all’ospedale in prognosi riservata.
Era il 6 febbraio 2014. Nella mattinata di ieri, davanti al gip del tribunale di Pistoia Roberto Tredici, Vitelli, attualmente in carcere, è stato processato per giudizio immediato e condannato, con il rito abbreviato, a 7 anni e 4 mesi di reclusione. Il pm aveva chiesto una condanna a 10 anni, partendo dalla pena base di 30 anni, ridotta di un terzo per il rito alternativo (20) e della metà per il reato tentato. Il giudice ha riconosciuto che, come sostenuto dall’avvocato difensore Alberto Russo, non sussisteva l’aggravante dei futili motivi contestata dalla procura, in quanto era stato l’imputato ad essere inizialmente aggredito per via dell’eccessivo rumore che faceva.
L’abitazione teatro del tentato omicidio è di proprietà dell’uomo accoltellato, che però l’aveva messa a disposizione di altre due persone: Vitelli e un altro uomo, valdinievolino, che aveva cercato invano di dividere i due contendenti. Vitelli viveva in quella casa da almeno un anno. Con alle spalle problemi di alcol e piccoli precedenti, sia lui che i suoi due coinquilini erano seguiti dai servizi sociali e da enti assistenziali, e per cercare di sbarcare il lunario facevano lavoretti di pubblica utilità. I tre avevano accettato di essere inseriti in un percorso di inclusione e inserimento sociale.
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