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Esplosione sotto le finestre del comune

Esplosione sotto le finestre del comune

Ordigno artigianale con bombolette di gas fatto scoppiare nella notte davanti all’ufficio anagrafe, indagano i carabinieri

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MONSUMMANO. Un avvertimento, un atto intimidatorio, un gesto dimostrativo. Non pare affatto una bravata di balordi in vena di scherzi dal dubbio gusto l'esplosione avvenuta nella notte tra mercoledì e ieri sotto il loggiato del palazzo comunale, in piazza Quattro Novembre.

Questo è quanto sostengono gli inquirenti. Ignoti hanno piazzato sul davanzale della finestra dell'ufficio anagrafe, al piano terra del municipio, un mini pacco bomba artigianale composto da due bombolette blu contenenti un litro di gas ciascuna, quelle comunemente utilizzate in campeggio, avvolte in un panno imbevuto di benzina legato alle stesse con del fil di ferro. Gli autori del rudimentale ordigno hanno incendiato lo straccio che ha provocato lo scoppio di una bomboletta, mentre l'altra si è solo gonfiata, senza esplodere. Il vetro si è in parte frantumato e in parte incrinato, mentre il muro si è annerito: è questa la scena che i dipendenti comunali, al rientro sul posto di lavoro, si sono trovati di fronte una volta aperta la finestra (all'interno dell'ufficio non è stato rinvenuto alcun segno dell'accaduto).

Nessuno ha udito l'esplosione, un po' per l'ora presumibilmente tarda un po’ perché in zona ci sono solo edifici pubblici e le prime abitazioni si trovano a una distanza di diverse centinaia di metri. Ad intervenire sul posto sia i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza il fagotto parzialmente bruciato trovato a terra e la bamboletta inesplosa, sia i carabinieri della stazione cittadina per i primi rilievi tecnici, come la ricerca di impronte digitali.

A metà mattinata il sindaco Rinaldo Vanni, accompagnato dal comandante della polizia municipale Vinicio Nannini, ha sporto denuncia per danneggiamenti contro ignoti.

«Non abbiamo e non ho mai ricevuto minacce di alcun tipo – ha detto Vanni, piuttosto scosso – al di là dei pochi danni provocati, le modalità con cui è stato compiuto il fatto ci spingono a pensare che sia stato un atto indimidatorio nei confronti del Comune in quanto istituzione. Vuol dire probabilmente che abbiamo lavorato bene e chi non sa come far valere le proprie ragioni prova a spaventarci in questo modo. Confido nelle forze dell'ordine per la risoluzione del caso. Intanto, come era nei nostri progetti, ci doteremo il prima possibile di un sistema di videosorveglianza all'esterno del municipio a scopo preventivo».

Le indagini sono seguite dai carabinieri di Monsummano e dalla compagnia di Montecatini. Le bocche sono cucite, dai militari arriva solo la conferma di quanto affermato dal sindaco sulla probabile volontà di colpire e intimidire un luogo istituzionale e i suoi rappresentanti, più che di danneggiare l'edificio. Resta la gravità di un episodio che prima d'ora in città non si era mai verificato.

Luca Signorini

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