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Tasi: le tariffe di Monsummano approvate in consiglio comunale

di Luca Signorini
Tasi: le tariffe di Monsummano approvate in consiglio comunale

Chi non pagherà l’Imu dovrà versare un’aliquota del 2,4 per mille, e non ci saranno detrazioni Previsto il gettito di un milione e 752mila euro per le casse comunali, per la Tari si dovrà aspettare

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MONSUMMANO. La Tasi, tassa sui servizi indivisibili, produrrà un gettito stimato per il bilancio comunale di un milione e 752mila euro. Soldi che andranno a coprire circa il 72% dei costi delle attività di polizia municipale, protezione civile, tutela ambientale, viabilità, illuminazione pubblica, uffici anagrafe e stato civile, oltre ai servizi socio-assistenziali. Martedì sera il consiglio ha approvato le aliquote Tasi per il 2014 (prima rata in scadenza il 16 ottobre). Senza dimenticare l'Imu, l'imposta municipale unica, parente particolarmente stretta della nuova imposta, che insieme alla Tari (cioè la vecchia Tares sui rifiuti) fa parte dell'odiato contenitore Iuc (imposta unica comunale).

A essere tassata è comunque sempre la casa, con una base imponibile che si calcola in base alla sua rendita catastale. «Non è possibile decidere la Tasi senza fare riferimento all'Imu, che non abbiamo ritoccato rispetto al 2013, perché la somma di Imu e Tasi non può superare per legge il massimo dell'aliquota consentita per l'Imu, cioè il 10,6 per mille», premette l'assessore al bilancio Simona De Caro.

Si parte dalle abitazioni principali (anche quelle economiche e popolari), esenti dall'Imu ma con una Tasi pari al 2,4 per mille. Le seconde case concesse ai figli (5,5 per mille di Imu, 2 di Tasi), quelle a parenti oltre il primo grado (9,6 Imu e 1 per mille Tasi) e quelle sfitte (10,6 Imu, zero Tasi).

«Per le prime case la Tasi che abbiamo approvato è tra le più basse sul territorio provinciale, anche se non sono previste detrazioni – spiega De Caro – in una fase di criticità come quella attuale ci sembrava opportuno rendere meno gravoso per tutti il tributo».

Poi i negozi, i bar, le attività commerciali: l'Imu resta invariata al 7,6 per mille, ma subentra un'aliquota Tasi fissata al 2 per mille (in tutto, quindi, 9,6 per mille). Per le aree edificabili e le dimore di lusso (abitazioni signorili, ville, castelli e palazzi), Imu ferma al 9,6 per mille e Tasi approvata allo 0,5 per mille. Per uffici e studi privati Imu al 9,6 per mille e Tasi all'1 per mille (si tocca quindi il massimo consentito per legge). Per stabilimenti produttivi e alberghi si arriva a un complessivo 9,6 per mille (7,6 Imu e 2 Tasi). Gli istituti di credito, invece, a fronte del 7,6 per mille di Imu, dovranno pagare un'aliquota del 2,5 per mille sui servizi indivisibili. Sono esenti dal pagamento della gabella le aree agricole. Mentre sulle unità immobiliari e i terreni dati in locazione, la Tasi dovrà essere corrisposta per il 70 per cento dal proprietario e per il restante 30 dall'affittuario.

Ora tocca alle aliquote Tari: la tassa sui rifiuti sarà approvata nel consiglio comunale di fine settembre quando il Comune avrà noto il piano finanziario di Publiambiente, il gestore del servizio in città.

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