Sicurezza
La città omaggia la vedova Raciti
Schillaci e Antognoni consegneranno a Marisa Grasso il Premio Maestrelli 2014
MONTECATINI. Dopo Vincenzo Montella, Filippo Inzaghi e Jurgen Kloop, e prima di Giampiero Ventura e Diego Pablo Simeone: il premio Maestrelli, l'“Oscar” degli allenatori nazionali e internazionali, questa volta si smarca dal gotha della panchina e parla della violenza, quella negli stadi, quella dei delinquenti che si travestono da tifosi.
Venerdì prossimo, al ristorante La Locanda di Tino, in via del Gallo, la giuria del premio consegnerà una targa a Marisa Grasso, vedova dell’ispettore capo della polizia Filippo Raciti, morto il 2 febbraio 2007 durante gli scontri tra ultras al termine del derby di Serie A Catania-Palermo. Verrà riconosciuto il grande impegno civile di questa donna, che pur nel dramma e nel dolore, ha sempre cercato di tenere vivo, nel dibattito pubblico, un simile argomento, e non solo il ricordo del marito.
I promotori del Maestrelli e la sezione di Pistoia dell'Associazione nazionale Polizia di Stato hanno voluto contribuire alla “lotta” intrapresa da Marisa Grasso contro questa belva feroce che continua a infestare il nostro calcio. «Diamo un semplice omaggio, una targa che però è dedicata a tutti quelli che hanno sofferto per la divisa della polizia – spiega l'ex questore vicario di Pistoia, Mauro Ciavardini – Il mondo del calcio pulito e bello vuole fare la sua parte. Saranno presenti il giornalista Rai Enrico Varriale, che presenterà la serata, e due testimonial d'eccezione: Totò Schillaci e Giancarlo Antognoni».
E il capocannoniere delle “notti magiche” d’Italia '90 era, con Antognoni, anche alla presentazione: «Io sono siciliano e mi sono sempre sentito toccato, forse più di altri, dalla vicenda. E' un onore conoscere la vedova Raciti. Noi ex giocatori dobbiamo essere i primi a dare l'esempio».
Poi il campione del mondo nell'82: «L'iniziativa è molto importante per far conoscere questo dramma e puntare i riflettori sulla violenza. Portiamo delle testimonianze per fare del calcio uno spettacolo e non una guerra tra opposti schieramenti».
Luca Signorini
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