Sicurezza
«Paga e... Tasi»: i 5 Stelle contro la nuova tassa
PIEVE A NIEVOLE. «Pievarino: paga e Tasi», è con questo gioco di parole che inizia l'intervento del Movimento 5 Stelle sulla tassa dei servizi indivisibili. I pentastellati di Pieve se la prendono...
PIEVE A NIEVOLE. «Pievarino: paga e Tasi», è con questo gioco di parole che inizia l'intervento del Movimento 5 Stelle sulla tassa dei servizi indivisibili. I pentastellati di Pieve se la prendono con i criteri di applicazione della gabella: «Secondo le decisioni della giunta avremo cittadini residenti che usufruiscono dei servizi oggetto della Tasi ma che non pagheranno la tassa, e cittadini ugualmente residenti che pagheranno, con la tariffa massima, anche per coloro che ne sono esentati. Gli esenti saranno coloro che abitano in case in affitto o locazione, che risiedono in case di tipo signorile, ville e di pregio, cittadini che abitano in case popolari, ultrapopolari e rurali, che posseggono o hanno in uso negozi e uffici e che chiaramente usufruiscono, anche in maniera parziale, dei servizi erogati dal Comune. Pagheranno la tassa chi ha una casa di proprietà e vi risiede come abitazione principale, praticamente tutti coloro che dovevano essere tutelati con l’eliminazione dell’Imu per le abitazioni principali».
«Potremmo assistere a singolari casi in cui avremo due cittadini residenti che abitano in due appartamenti attigui – continua la nota – uguali e con stesse rendite catastali, e uno pagherà la Tasi perché proprietario, l’altro no perché in affitto, sebbene entrambi usufruiscano dei servizi oggetto della Tasi. Troviamo sconcertante che l’attuale giunta non abbia previsto detrazioni e agevolazioni per i cittadini più deboli. Ci chiediamo con quale criterio sia stato concepita tale tassa al limite, secondo noi, dell'ingiustizia sociale, e come i consiglieri di maggioranza abbiano potuto votarla».
Lamporecchio. Tasi al centro della protesta 5 Stelle anche nel Comune del Montalbano: «Da una parte un governo che non vuole rimettere l'Imu sulla prima casa e si inventa però la Tasi, la cui base imponibile è la stessa dell'Imu e va a colpire anche la prima casa. Dall'altra un'amministrazione che con il gioco delle tre carte fa credere di abbassare le tasse. Quindi, chi non paga più l'Imu sulla prima casa si ritrova una Tasi al 3,3% (l'aliquota massima), mentre chi ha più di una casa si ritrova la stessa aliquota Tasi più l'Imu. Per gli altri immobili, una Tasi più bassa ma sempre sopra l'aliquota dell'1% (esattamente 1,5), messa come base di partenza dal Governo alla quale si aggiunge sempre la solita Imu».
«A Lamporecchio – riprende la nota – più di così non si poteva pagare, questo quando in altri Comuni d'Italia (alcuni amministrati dal Movimento 5 Stelle) la Tasi è stata azzerata. Dove vanno a finire tutti questi soldi? A coprire il mancato gettito dei fondi statali che è stato preventivato in maniera erronea oppure nell'investimento di grandi opere come parcheggi o rotatorie? Un'amministrazione oculata dovrebbe dedicarsi alla riqualificazione di aree esistenti, alla creazione di un tessuto che possa creare benefici economici e della qualità della vita: la direzione che viene invece intrapresa è diversa e sembra quella di accontentare i soliti noti con i soliti lavori pubblici, al fine di calmare le acque agitate della maggioranza».
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