Sicurezza
Non è solo la crisi a colpire duro Vendite in tilt anche per i cavilli
Il curioso caso di Montecatini: a complicare gli affari ci si mette pure il caos degli archivi catastali Fermo anche il settore degli affitti, specialmente i negozi tra canoni troppo alti e ricavi bassi
MONTECATINI. Ancora in crisi il mercato immobiliare in Valdinievole, in particolare a Montecatini. Le cause sono molteplici: gli strascichi della famosa bolla immobiliare post euro in primis, la crisi degli affitti e dei piccoli risparmiatori che avevano investito nel mattone sperando di contare su una pensione e invece si trovano ad avviare lunghe e dolorose procedure di sfratto.
La crisi economica, inutile dirlo, investe tutti i campi e anche le banche sono più prudenti nel concedere mutui. Montecatini, insomma, non è che un piccolo spaccato di una più grande e articolata depressione immobiliare che investe l’intera penisola.
È quanto confermano gli agenti immobiliari di zona, che sollevano anche un’altra questione, tutta montecatinese, problematiche di carattere tecnico che vanno a peggiorare un quadro già difficile.
«I tempi medi per riuscire a vendere una casa – spiega Laura Giorgetti della Remax – si stanno ulteriormente allungando. Le vendite non sono aiutate dal fatto che, sempre più spesso, gli immobili presentano problematiche di carattere urbanistico. I proprietari arrivano a rinunciare a mettere in vendita la proprietà per questioni non risolvibili».
Questioni legate, è bene chiarirlo, alla difformità tra i vari carteggi del Comune e del catasto. Negli anni, per ragioni logistiche, alcuni archivi sono stati trasferiti e si sono verificati perfino degli smarrimenti di piante, mappe, cartine.
Nel caso di Montecatini, per un periodo, sembra che alcuni carteggi fossero stati trasferiti addirittura in Albania. «Più volte – prosegue Giorgetti – la situazione è stata denunciata da geometri e architetti, ingessati da inghippi e cavilli burocratici del piano regolatore. Tutto questo ostacola ulteriormente l’edilizia».
Le quotazioni degli immobili è sempre più difficile da effettuare con attendibilità, anche perché la cosiddetta zonizzazione è diventata estremamente frammentaria: «Il periodo che stiamo passando determina un’oscillazione nella valutazione dell’immobile, a seconda della motivazione che spinge un proprietario a vendere – prosegue Giorgetti – se uno ha fretta di realizzare, arriva a tagliare in modo consistente la quotazione. Inoltre, esiste ancora una netta differenza di valutazione di mercato, non più tra la zona sud e zona nord, ma si è ancora più frazionata in microzone o addirittura tra un condominio e un altro. Il “sopra verga” non è poi così immune oggi da i tanti problemi che fino a poco fa erano di esclusivo interesse della zona “sotto verga”. I russi, pochi e esigenti stanno cominciano a valutare anche altre realtà del territorio toscano».
Ma allora, esiste una via di uscita? «Sicuramente Montecatini – assicura Giorgetti – è ancora un territorio appetibile per la sua posizione strategica, per i servizi che può offrire, per il verde che lo circonda, essere un luogo dove pensare di comprare casa. Se tutto il suo patrimonio fosse valorizzato, tornare ai bei tempi dell’edilizia sarebbe possibile. I montecatinesi che scelgono di cambiare Comune sostanzialmente lo fanno per la qualità della vita; molti vendono la loro casa per comprare in paesi limitrofi, altri perché i prezzi sono scesi anche lì, quindi si riesce a comprare una bella casa a un prezzo, comunque più basso, in una zona più tranquilla, anche se leggermente decentrata».
Anche per gli affitti i tempi si sono allungati, specialmente nel settore commerciale, come si può vedere semplicemente passeggiando in città. «I canoni di locazione – riflette Giorgetti – sono ancora troppo alti, rispetto alle minori entrate che tutte le attività hanno subìto; quindi i locali rimangono sfitti, tenuti male, vetrine vuote e sporche, che non aiutano certo a rilanciare il paese. Il problema principale degli appartamenti? La gestione del condominio».
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