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Crescono i curisti italiani e rallenta l’invasione russa

Crescono i curisti italiani e rallenta l’invasione russa

Il turismo dell’Est europeo chiede standard elevati e difficili da soddisfare Per le categorie occorre allargare gli orizzonti e puntare su più mercati

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MONTECATINI. Boom di turisti italiani quest’anno alle Terme. Pare quasi strano sentirlo, ma i veri protagonisti di questa stagione sono stati proprio loro. Altro che magnati russi, in città si riparla italiano. La crisi a questo giro non ce l’ha fatta. O meglio, ha colpito altri bersagli. I curisti nostrani hanno deciso di trascorrere le proprie vacanze nella città termale, mentre gli arrivi dall’est non sono cresciuti.

A confermarlo è Massimo Giovanetti, responsabile commerciale delle Terme di Montecatini spa: «Per quanto riguarda la cura idropinica e i trattamenti termali, siamo molto soddisfatti di questo agosto, che ha visto un incremento notevole di turismo italiano, oltre a quello russo che è rimasto costante». Nessuna crescita, nessun incremento sconvolgente di turismo straniero rispetto all’anno precedente. Una nota negativa che riflette la situazione illustrata da uno studio recentemente effettuato dalla banca Monte dei Paschi di Siena, secondo cui l’affluenza nelle località termali italiane nel 2012 ha visto una calo del 0,07% degli arrivi e del 3,6% delle presenze rispetto al 2011.

Una fase recessiva che ha continuato il suo corso anche nel 2013. Un dato preoccupante soprattutto considerando che a livello mondiale, il settore del termalismo sarà destinato a crescere del 9,9% nei prossimi 5 anni. «Questo agosto è stato estremamente negativo rispetto all’anno scorso – spiega Francesca Taddei, presidente Apam – e i dati sono insoddisfacenti. Le richieste da parte di italiani sono aumentate, soprattutto per il mese di settembre, quindi speriamo in una ripresa». Ma questa volta il clima sfavorevole non c’entra. «L’errore più grande è stato quello di focalizzarci unicamente sul turismo russo, che ci sta abbandonando – continua - se non allarghiamo i nostri orizzonti e non scopriamo nuovi mercati, la nostra città è destinata a scomparire. Continuiamo a sopravvivere grazie alla posizione strategica e certamente non per le terme».

Il timore è di non riuscire a soddisfare le richieste dei più esigenti e nel caso specifico dei russi che spendono. E la colpa ricade sulle strutture e i servizi giudicati non all’altezza. Dello stesso avviso è anche Alessandra Bartolozzi del Coordinamento turismo Montecatini: «La situazione è drammatica, il turismo russo sta calando perché la città non è in grado di dare una risposta adeguata alle loro richieste, molto pretenziose».

Segnali positivi come detto arrivano invece dal turismo italiano, che continua a mantenere più del 55% di presenze e arrivi: «Quello italiano è un turismo individuale che è leggermente cresciuto quest’anno – continua – inoltre a settembre arriveranno molti gruppi. Ma purtroppo questo non è sufficiente a soddisfare le esigenze della città. Dobbiamo muoverci in un'altra direzione, investire su un tipo di clientela più varia e sviluppare il settore termale».

Sharon Matteoni

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