Il Tirreno

Montecatini

Settanta anni fa la Liberazione

Una settimana di eventi a Pescia per ricordare l’8 settembre del 1944

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PESCIA. Era passato esattamente un anno dall’armistizio, da quando i nemici di prima erano diventati alleati e viceversa, un anno di violenze difficili da descrivere, dove la popolazione civile (poco conta se nel novero erano compresi anche anziani, donne o bambini) fu chiamata a pagare un duro tributo di sangue agli occupanti tedeschi e ai loro fiancheggiatori fascisti. Era l’8 settembre del 1944 quando per la Valdinievole, che non era stata per niente risparmiata dalle violenze, l’incubo finì con l’arrivo delle truppe alleate e con il fronte che si spostò per l’ultimo inverno di guerra sull’Appennino, lungo la cosiddetta linea Gotica.

L’incubo era finito me restava il dolore, e il triste conteggio delle vittime di quell’anno, che andava ad aggiungersi all’elenco degli uomini che erano partiti da soldati sui vari fronti di un’assurda guerra, e che non sarebbero mai più tornati. Un conteggio che, in Valdinievole, comprendeva le 175 vittime dell’eccidio del Padule di Fucecchio, ammazzate appena due settimane prima, ultimo colpo di coda degli eserciti in fuga.

Ma un tributo di sangue pesantissimo era stato pagato direttamente anche sul territorio di Pescia: San Quirico, viale Forti, Collodi, Vellano, viale Garibaldi... Sono numi di luoghi, solo alcuni, dove si manifestò nel modo più barbaro la violenza nazifascista.

Ebbene, a 70 anni da allora la comunità di Pescia ha deciso di celebrare l’anniversario della Liberazione, con una serie di cerimonie per ricordare quei giorni terribili, le sue vittime, e la lezione che è un dovere trarre da quegli avvenimenti.

Le celebrazioni prenderanno il via lunedì primo settembre con l’inaugurazione, alle 17 all’archivio di Stato di Pescia, della mostra documentaria dedicata a quel periodo. Quindi, venerdì 5 settembre la prima cerimoni: alle 17 il ritrovo in piazza Mazzini, davanti al Sacrario dei Caduti di Palazzo del Vicario; da qui alle 17,15 prenderà il via il corteo corteo per raggiungere i due punti in cui verranno scoperte le lapidi in memoria delle vittime di viale Forti e viale Garibaldi (al suono de ed esecuzione musicale “Il silenzio” e con la deposizione delle corone di alloro e la benedizione del vescovo). Alle 18,45 poi, in piazza del Grano, ci saranno l’intervento del sindaco e la consegna delle pergamene ai familiari e ai discendenti delle vittime, con la lettura delle “memorie inedite” eseguite da Marino Filippo Arrigoni.

Interessante appuntamento poi sabato 6 settembre quando, alle 17, nella sala maggiore del Palazzo del Podestà, ci sarà la conversazione incontro con i testimoni degli eccidi.

Quindi la cerimonia nel giorno della ricorrenza, lunedì 8 settembre, aperta dal suono a distesa di tutte le campane della città: alle 17 ci sarà il ritrovo delle autorità e dei partecipanti in piazza San Francesco cui seguirà, alle 17,15 nella chiesa di San Francesco la santa messa in suffragio delle vittime (con il servizio liturgico della cappella musicale “San Francesco e San Michele”, la deposizione della corona di alloro alla cappella interna alla chiesa dedicata ai Caduti e l’esecuzione musicale de “Il silenzio”). Alle 17,45 si formerà il corteo cche passerà da viale Garibaldi, per la deposizione di una corona di alloro alla stele dedicata ai caduti e l’esecuzione musicale della banda “Gialdino Gialdini”. Quindi alle 18,30 si svolgerà la commemorazione ufficiale davanti al Sacrario dei Caduti in piazza Mazzini, con la deposizione della corona di alloro e l’esecuzione musicale de “Il silenzio”. Quindi ci saranno il suono a distesa della campana civica, l’intervento del sindaco e l’esibizione musicale della banda cittadina “Gialdino Gialdini”.

Alle 21, a chiudere la settimana della memoria, l’accensione della fiaccolata sulla passerella Sforzini.

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