Il Tirreno

Montecatini

Monsummano, l’ex convento riaperto al pubblico

di Luca Signorini
Monsummano, l’ex convento riaperto al pubblico

È l’obiettivo dell’amministrazione comunale che intanto ha acquisito il complesso di Montevettolini in comodato gratuito

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MONSUMMANO. Da convento con annessa scuola elementare a luogo aperto al pubblico, a disposizione dei cittadini e dei turisti. Il progetto è piuttosto ambizioso, ci vorrà del tempo per realizzarlo, intanto però il Comune ci pensa con gesti (cioè atti) concreti. L'attenzione è rivolta al complesso conventuale in via San Bartolomeno a Montevettolini, edificio storico su quattro livelli (seminterrato, piano terra, primo e secondo piano) con una superficie complessiva di circa 700 metri quadrati sottoposta a vincolo architettonico e monumentale, poco distante da piazza Bargellini, il centro del borgo, e con vista sulla lastricata piazza San Bartolomeo. Ex sede dell'Istituto Religioso Suore Passioniste di San Paolo della Croce, l'immobile è chiuso e praticamente abbandonato dal 2007. Ora però è al centro di un ragionamento per la sua riqualificazione a fini pubblici.

«In più occasioni i residenti di Montevettolini ci avevano evidenziato la situazione del complesso – spiega il sindaco Rinaldo Vanni – già l'anno scorso ero stato ricevuto dalla Congregazione religiosa per discutere della questione, ma non eravamo riusciti a trovare un accordo. Alla fine del mese di luglio il nostro interesse ha avuto effetti concreti: le Suore Passioniste ci hanno concesso in comodato d'uso gratuito l'intero stabile, non per utilizzarlo subito ai nostri scopi, ma per iniziare un discorso che ha come obiettivo la sua apertura e il suo rilancio». Il Comune ha quindi a disposizione l'ex convento per un intero anno (il documento ufficiale è stato approvato il 7 agosto): in questi dodici mesi verranno analizzati e studiati gli spazi così da avere chiare le possibili soluzioni da adottare. Nel contempo inizierà un confronto con i residenti della rocca: nella seconda metà di settembre verrà infatti convocata una prima riunione a Montevettolini per discutere della questione. Concluso l'anno, per così dire, di “prova”, si saprà se la concessione verrà prorogata oppure no.

«Nel periodo di “proprietà” temporanea penseremo ad alcuni lavori di piccola manutenzione – continua Vanni– dall'aerazione delle stanze al taglio dell'erba nel piccolo giardino sul retro dell'edificio, fino ad altri piccoli ritocchi. Vogliamo che il complesso torni ad avere le sue funzionalità per rispondere al meglio alle esigenze degli abitanti del borgo, abbiamo l'obiettivo di migliorare i servizi e, se possibile, cercare di aumentarli, così da contrastare anche la riduzione della popolazione residente. Per questo si rende necessario verificare la fattibilità delle idee con l'acquisizione a patrimonio comunale per dodici mesi». Eredità del principe Alessandro Borghese, l'edificio è stato ceduto in donazione alla Congregazione delle Suore Passioniste con una sola clausola, quello di “offrirlo” alla piccola comunità di Montevettolini.

Esaudite le richieste del primo proprietario con la creazione di una scuola, da sette anni l'immobile è in disuso. Il Comune, sollecitato dai cittadini del colle, prova ora a subentrare nella gestione. «La cosa è naturalmente tutt'altro che semplice – chiude il sindaco– per restituirgli la sua funzione dovremo investire parecchi soldi, visto che devono essere riadeguati completamente gli impianti e la struttura. Lavoreremo da oggi a un piano complessivo di riqualificazione cercando di capire a quanto potrà ammontare la spesa. Poi ci guarderemo intorno alla ricerca di finanziamenti, partecipando a bandi di enti pubblici e privati. Le idee che abbiamo sono tante, penso a uno spazio aggregativo e polivalente dedicato ai giovani e agli anziani, a un circolo o a un bar, così da garantire una vera e propria vitalità al centro storico».

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