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Agriturismo “isolato” per due mesi, addio affari

di Maria Salerno
Agriturismo “isolato” per due mesi, addio affari

A causa di un guasto al telefono niente prenotazioni nella struttura di Pescia, stagione compromessa

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PESCIA. Da oltre due mesi senza linea telefonica. Così ha trascorso la maggior parte della stagione estiva l'azienda agrituristica “La Gualtiera” situata in zona Piteglio, in cima alla via Val di Forfora, tra disagi per gli ospiti e sostanziali perdite economiche. Nonostante i gestori abbiano segnalato il guasto a Telecom all'inizio di giugno e la stessa Telecom abbia garantito la tempestività dell'intervento, solo da martedì scorso i tecnici si sono risolti ad intervenire, ma per risolvere il problema solo a metà, vale a dire garantendo le telefonate in uscita, ma non quelle in entrata.

Per due mesi è stato attivo un servizio di chiamata su guasto verso un numero cellulare. Soluzione questa che doveva essere provvisoria, tanto più che in montagna il segnale di telefonia mobile è molto scarso (se non completamente assente in certi punti) e 2 volte su 3 chi chiama trova irraggiungibile. Ora, com'è noto le strutture ricettive della montagna, più delle altre, basano la propria sopravvivenza sugli incassi stagionali. Se proprio in estate, a causa di un guasto alla linea telefonica l'attività subisce una paralisi con conseguente perdita di potenziali introiti,a chi va addebitato il danno? «Il nostro lavoro è basato esclusivamente su prenotazioni via telefono – spiega la signora Gabriella Fabiani, che insieme alla figlia porta avanti l'attività – e da due mesi il telefono non funziona, sia in entrata che in uscita, nonostante la rassicurazione di Telecom che il guasto sarebbe stato ripristinato entro le 24 ore. Dopo oltre due mesi, l'altro giorno, finalmente i tecnici sono intervenuti, ma solo per “accomodare” il guasto. Il servizio, infatti, è solo parzialmente garantito, nel senso che possiamo chiamare e non ricevere. Ci è stato detto che per un intervento completo e risolutivo il tempo di attesa è di sei mesi. Il 30 settembre noi chiudiamo per riaprire a Pasqua e questa negligenza ha già determinato immani difficoltà lavorative e mancati guadagni per l'intera stagione, pertanto non nascondo la mia preoccupazione. Oltre tutto in azienda c'è del personale insulino dipendente, il che ha reso la nostra condizione di isolamento ancora più grave».

La signora Fabiani ha sottolineato come nel frattempo Telecom abbia provveduto ad inoltrare regolarmente le fatture di pagamento come se la fornitura del servizio fosse avvenuta regolarmente. Non è la prima volta che la montagna subisce disservizi sulle linee telefoniche, sia per quanto riguarda gli esercizi commerciali che i privati cittadini. Non più tardi di un mese fa a Vellano fu sollevata la stessa problematica. Si può pretendere che la montagna non si spopoli e che addirittura la si consideri una risorsa su cui investire quando succedono queste cose?

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