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Truffa dello specchietto: c’è chi ci prova ancora

Truffa dello specchietto: c’è chi ci prova ancora

A Pescia il guidatore di un’Opel Astra sostiene di essere stato toccato da un’auto di passaggio ma quando sente parlare di forze dell’ordine fugge e buca anche un semaforo rosso

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PESCIA. Il sistema è vecchio, in molti sono già "vaccinati" ma, lo stesso, c'è chi continua a provarci. Stiamo parlando della "truffa dello specchietto", con altri tentativi di imbrogliare il prossimo sperimentati a Pescia e fortunatamente - almeno nei casi venuti alla luce - falliti. A denunciare l'ultimo tentativo,con tanto di numero di targa (poi rivelatosi falso) della vettura dell'imbroglione, un automobilista pesciatino, sulla pagina Fb della polizia municipale cittadina. Un racconto molto circostanziato, ma che, dai commenti, ha fatto emergere come il fenomeno sia ancora molto diffuso.

Il sistema è classico: sorpassando una macchina ferma a bordo strada si sente una botta, quindi, se l'auto continua lo stesso a viaggiare, ecco che l'auto ferma al lato parte subito e inizia a rincorrere la prima vettura, facendole segno di fermarsi. E, una volta ferma, il guidatore della vettura inseguitrice accusa l'altro automobilista di aver colpito lo specchietto della macchina a bordo strada, o di aver fatto altri danni. Davanti alla prospettiva di ricorrere all'assicurazione e ai relativi aumenti di premi, l'automobilista "danneggiato" offre un'alternativa: «Dammi i soldi del danno e chiudiamola qui». In molti, a quel punto, preferiscono mettere mano al portafogli e pagare. Peccato che in realtà spesso non c'è nessun danno, o se c'è, è precedente al finto urto (in realtà simulato lanciando un sasso o qualcosa del genere verso l'auto di passaggio).

Lo stesso metodo è stato utilizzato, nei giorni scorsi, a Pietrabuona, sulla via Mammianese, la strada che collega la montagna a Pescia. E' appunto il caso segnalato dalla vittima mancata, Pietro Bartalini, sul social network della municipale e sulla pagina Fb "Sei un vero pesciatino se…". Questo il suo racconto: «Stavo tornando da Vellano con la mia auto quando noto una Opel Astra che mi seguiva quasi da Pietrabuona. Fino a qui niente di strano. Prima del Camminone mi supera e si ferma circa 200 metri avanti a me. Continuando per la mia strada passo accanto alla opel ferma sul ciglio della strada e sento un tonfo molto forte. Proseguo e arrivo al semaforo dove c'era Cecco. Questa Opel mi affianca e il conducente afferma che gli ho picchiato nello specchietto. Ci fermiamo e scendo per controllare i danni. Siccome una cosa del genere era successa a mio nonno all'Esselunga circa 2 settimane fa, fortunatamente ero preparato. Comunque scendo e controllo il mio specchietto e, nel mentre, con la coda dell'occhio, noto che questo gentile signore fa un "frego" con un pennarello sulla fiancata della mia macchina (nella foto tratta da Fb e qui pubblicata ndr). A quel punto gli ho detto: "Bene allora andiamo dalla polizia e si fa lì tutto ciò che vuoi fare". Non ho fatto in tempo a finire la frase che era già scappato bucando pure il semaforo rosso all'incrocio della Baracchina».

Le reazione degli altri utenti di Fb fa capire come questa truffa, nonostante l'età e la presunta conoscenza del meccanismo, sia ancora diffusa a macchia d'olio sul territorio, con tante segnalazioni sulla stessa strada, ma anche in altre zone e con modalità leggermente diverse (due persone invece di una) e anche con un'altra auto (è stata segnalata anche un'Audi). Tra le aree che, a sentire i pesciatini, sono spesso teatro di simili episodi, oltre alla Mammianese vi sarebbero la zona del Botteghino e i parcheggi dei supermercati. Ma ogni strada può essere teatro di queste truffe. L'importante è, in casi del genere, chiamare subito le forze dell'ordine: state tranquilli l'automobilista accusatore si allontanerà di tutta fretta. Altrettanto importante è il passaparola, specialmente verso i guidatori più anziani che non conoscendo il trucco potrebbero facilmente cadere vittima di questi delinquenti.

Chiudendo con il caso specifico, nonostante l'automobilista sia riuscito a prendere la targa, in modo da rivolgersi alla polizia, risalire all'autore della mancata truffa non è stato possibile, in quanto quella targa (nella realtà intestata a una Porsche e non a un'Opel) era evidentemente falsa.

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