Proteste
Sotto processo per altre rapine
Il bandito arrestato ad Alberghi accusato per assalti a Pistoia e Prato
PESCIA. Un copione già visto per lui. Le rapine, l'arresto, il processo, il carcere. Almeno da una quindicina d'anni a questa parte. Si trova infatti già sotto processo davanti al tribunale di Pistoia per una serie di colpi in banca Giuseppe Omo Urso, il bandito pratese di 58 anni arrestato giovedì subito dopo aver rapinato, assieme a un complice che è riuscito a fuggire, la filiale di Alberghi della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia.
Il pregiudicato di origini pugliesi, sarà interrogato domani mattina in carcere a Pistoia dal gip Patrizia Martucci, lo stesso giudice che nel 2012 aveva emesso nei suoi confronti l'ordinanza di custodia cautelare relativa alle accuse per le quali si sta celebrando il processo in tribunale a carico suo e a carico di altri suoi 6 complici.
Nel marzo 2002 Giuseppe Omo Urso era stato arrestato dopo una latitanza di un paio di mesi in Polonia. Ritenuto componente del clan Nicotra, una banda che agli inizi degli anni Novanta si è resa protagonista di una serie di rapine a mano armata in tutta la Toscana, era stato condannato a 9 anni e 7 mesi ma, prima di ricevere l'ordinanza di carcerazione, si era dileguato nel nulla. Scontata la pena e uscito dal carcere, era tornato alla sua vecchia vita: le rapine.
Ed era stato nuovamente arrestato nell'ottobre 2012, a Cecina, durante un controllo: sulla sua testa pendeva da sette mesi l'ordinanza di custodia emessa dal gip del tribunale di Pistoia. Il processo per tali rapine riprenderà il prossimo 8 ottobre.
Ad Urso e, a vario titolo, ai suoi complici, sono state attribuite la rapina del 5 febbraio 2010 alla Cassa di risparmio di Lucca, in via Galvani, a Pistoia: anche qui, come a Pescia, la tecnica utilizzata fu quella di rimuovere l'inferriata di una finestra e di fare irruzione nel salone della banca. Bottino, 73mila euro. Stesso modus operandi per la rapina nell'11 marzo successivo a Cascina, alla filiale della stessa banca: bottino, 100mila euro. Fallito invece il colpo alla Banca di credito cooperativo di Vignola, a Prato. La banda aveva già predisposto tutto, ma la filiale, appena due giorni prima, si era trasferita, lasciando solo lo sportello bancomat attivo e le insegne: quando i banditi erano entrati, il 16 aprile 2010, non avevano trovato nessuno.
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