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È caccia al bandito sfuggito alla cattura

È caccia al bandito sfuggito alla cattura

L’altro rapinatore della Cassa di risparmio di Alberghi, arrestato poco dopo il colpo dalla Polizia, apparterrebbe al clan Nicotra

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PESCIA. Continua la caccia al secondo componente della coppia di banditi che nel pomeriggio di giovedì hanno rapinato la filiale di Alberghi della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia. Intanto, sarà interrogato questa mattina, 23 agosto, in carcere a Pistoia, dal gip del tribunale, il rapinatore arrestato dalla polizia mentre tentava di fuggire dalla banca. Si tratta di un pluripregiudicato di origini pugliesi ma da anni residente a Prato, ritenuto vicino al clan Nicotra, una banda che agli inizi degli anni Novanta di è resa protagonista di una serie di rapine a mano armata in tutta la Toscana. Giuseppe Omo Urso, 58 anni, nato a Ceglie Messapica (Brindisi), è stato bloccato dagli uomini del commissariato di Pescia, che lo hanno costretto a fermarsi esplodendo due colpi di pistola in aria.

Insieme al suo complice, Urso, è riuscito ad introdursi all'interno della banca segando i sostegni dell'inferriata di una finestra sul retro dell'edificio: un'operazione quasi sicuramente portata a termine durante la notte precedente, ricollocando poi l'inferriata provvisoriamente al suo posto. Fatto sta che, arrivata l'ora di chiusura della banca, i due banditi hanno fatto irruzione a sorpresa nel salone e si sono fatti consegnare i pochi soldi che ancora non erano già stati messi al sicuro nella cassaforte a tempo: solo un migliaio di euro. Ma i dipendenti avevano fatto in tempo ad azionare il segnale d'allarme, cosicché la polizia è riuscita ad arrivare proprio mentre i banditi stavano uscendo dalla banca. Urso è stato così bloccato, mentre il complice si è dileguato a piedi, abbandonando sul posto l'auto che la banda avrebbe dovuto usare per la fuga. È probabile che alla guida ci fosse un terzo complice.

Nel marzo 2002 Giuseppe Omo Urso era stato arrestato dopo una latitanza di un paio di mesi in Polonia. Ritenuto componente del clan Nicotra, era stato condannato a 9 anni e 7 mesi ma, prima di ricevere l'ordinanza di carcerazione, si era dileguato nel nulla. A Varsavia aveva trovato un punto di appoggio in Francesco Orilio, siciliano, considerato il referente della mafia italiana e turca in Polonia e già condannato a trent'anni. Il clan Nicotra, famiglia originaria di Misterbianco, viveva in un cascinale a Migliana, in provincia di Prato, e, nell'ambito delle indagini sulle loro scorribande, i poliziotti trovarono nascosto nei boschi un vero e proprio arsenale di fucili a pompa, pistole, kalashnikov. Tutto materiale che veniva utilizzato per i colpi in banca. Le investigazioni della polizia permisero di sgominare la banda e far condannare tutti i suoi componenti. Urso, scontata la pena, era stato nuovamente arrestato nell'ottobre 2012, a Cecina, durante un controllo: sulla sua testa pendeva un'ordinanza di custodia emessa dal gip del tribunale di Pistoia, nell'ambito di un'indagine su alcune rapine in istituti di credito.

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