La manifestazione
A settembre l’inaugurazione della piazza
Prima del taglio ufficiale del nastro vanno posizionati degli arredi al posto delle barriere di plastica e riparati alcuni faretti
MONTECATINI. Sarà a settembre l’inaugurazione ufficiale, con tanto di taglio di nastro, della “nuova” piazza del Popolo. Se inizialmente la giunta aveva deciso di far rientrare l’iniziativa all’interno dei festeggiamenti per il compleanno della città (andati in scena lo scorso fine settimana), è stato poi deciso di creare un evento ad hoc che andrà appunto in scena il prossimo mese. Restano infatti alcuni dettagli da ultimare (qualche faretto ancora non è funzionante, le antiestetiche barriere di plastica bianche e rosse devono lasciare il posto a nuovi arredi e decorazioni a verde) prima che si possa davvero mettere la parola fine a questo primo stralcio del progetto “Città Nuova”.
Nel frattempo sono stati fatti tutti i necessari studi per verificare la tenuta della pietra utilizzata nel rifacimento della piazza: il travertino. Già utilizzata dagli etruschi per gli archi delle porte e per le mura cittadine, largamente usata in epoca romana, è la pietra scelta dalla Siena antica per decorare alcuni dei suoi più importanti simboli architettonici cittadini, quali l’estremità della torre del Mangia e la facciata della Collegiata di Santa Maria in Provenzano. Il travertino è anche una pietra tradizionale degli edifici storici montecatinesi. «Costituisce – spiega l’assessore ai lavori pubblici Leonardo Magnani – elemento di continuità materica e cromatica lungo l’asse principale della nostra zona turistico termale. Richiama, in un percorso ideale, le decorazioni esterne della Palazzina Regia, alcune componenti architettoniche del municipio, la pietra costitutiva delle Leopoldine, dello stabilimento Tettuccio e dello stabilimento Regina. Il nuovo intervento si pone, di fatto, come ulteriore elemento di continuità tra la parte propriamente termale e quella turistico-commerciale»
«Ma il travertino – dice ancora Magnani – non è stato utilizzato solo per realizzare facciate di edifici. Si pensi, per esempio, alla scalinata di Trinità dei Monti a Roma o alla splendida piazza storica di Ascoli Piceno: speriamo che a Montecatini possa avere il medesimo successo. Il materiale che si estrae dalle cave da cui proviene il travertino utilizzato anche a Montecatini è stato testato nel Centro prove materiali lapidei di Volargne (Verona), che è riconosciuto punto di riferimento internazionale per il comparto lapideo e che ha effettuato test in conformità con quanto previsto dalla normativa europea. Per quanto riguarda il parametro della resistenza allo scivolamento per pavimentazioni esterne testate in condizioni bagnate, secondo la normativa europea si può considerare sicura una misura superiore a 35. Il travertino Oniciato e il Moka hanno mostrato, per la finitura utilizzata a Montecatini, valori rispettivamente di 57 e 67. Per quanto riguarda la resistenza all’abrasione, cioè allo sfregamento quale il calpestio, sono da considerarsi indicativi di elevata resistenza valori inferiori a 22. I risultati dei test hanno indicato valori rispettivamente di 20,1 e 17,3. È stata inoltre certificata la resistenza all’invecchiamento (rottura e sfaldatura) indotta da anidride solforosa e da shock termici».
I nuovi arredi saranno oggetto di approvazione da parte della Soprintendenza ai beni architettonici paesaggistici e storici. I dispositivi di illuminazione installati sono tutti a led («Nell’ottica del massimo risparmio energetico e rispetto dell’ambiente»). Poi una stoccata finale: «È opportuno – conclude Magnani – rilevare che sono stati notati comportamenti che tendono a rendere non pulita la piazza. Sono comportamenti che, noi montecatinesi, non gradiamo e che dovremmo tentare di modificare educando a rispettare la nostra città e i suoi beni».
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