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Allarme alluvioni Vertice tra istituzioni per decidere cosa fare

Allarme alluvioni Vertice tra istituzioni per decidere cosa fare

Un elenco di attività in 11 punti per evitare un altro 30 luglio Intanto si studia come rimborsare chi ha subito i danni

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MONSUMMANO. L’evento del 30 luglio? Sicuramente straordinario, ma ormai, sempre più spesso l’eccezionalità è diventata la regola. Così per parlare dell’alluvione che una decina di giorni fa ha colpito la Valdinievole, si sono riuniti gli amministratori di gran parte dei comuni della valle, ma anche del pistoiese e del fiorentino, oltre ai rappresentanti delle categorie, del Consorzio di bonifica e l’assessore provinciale Mauro Mari.

Un incontro rivolto al recente passato, ossia a come risarcire chi è stato danneggiato dal violento acquazzone del 30 luglio, ma anche, e soprattutto, al futuro, pensando agli interventi che potranno servire alla prevenzione.

Sul capitolo “danni subiti”, i Comuni che sono rimasti vittime del nubifragio si sono impegnati a fare un resoconto dei danni subiti, ad attivare le procedure per il riconoscimento dello stato di emergenza da parte della Regione e a promuovere e assistere i cittadini e le imprese nelle pratiche di richiesta di risarcimento danni.

In undici punti invece gli interventi previsti per la prevenzione. Si parte dalla richiesta di modifiche normative per rimuovere gli ostacoli che oggi rendono molto difficili, se non talvolta impossibili, gli interventi necessari a assicurare la migliore sicurezza idraulica come le ricavature dei fossi e gli sfalci della vegetazione.

C’è quindi l’impegno a garantire la fascia di rispetto di 4 metri dall’argine fosso (necessaria a garantire la manutenzione). Poi i comuni sono impegnati a intervenire con regolamenti o ordinanze per assicurare la ricavature delle fosse pubbliche e private e la pulizia dei terreni incolti, anche promuovendo una sorta di affido a terzi di tali terreni

Il Consorzio da parte sua chiederà ulteriori deroghe alla Provincia di Pistoia sui fossi o sulle aree che hanno evidenziato particolari criticità e necessità di intervento. Inoltre sempre il Consorzio proporrà un elenco di interventi e opere necessarie a far fronte ai recenti eventi in modo che la Provincia possa darsi da fare a reperire le risorse che eventualmente potranno rendersi disponibili.

Gli altri punti riguardano l’impegno a promuovere (e, nelle zone a maggior rischio, a garantire) la raccolta, il riutilizzo e lo smaltimento degli sfalci della vegetazione nei fossi; l’impegno a chiedere la riduzione degli oneri di conferimento in discarica dei materiali derivanti da ricavature dei fossi; la volontà di contenere il proliferare di animali come, volpi o nutri, che, con le loro tane, causano rotture degli argini. Quindi, ultimi due punti, la volontà di promuovere, tramite il Consorzio, uno studio dell'area che possa fornire ulteriori utili linee di intervento e la decisione di demandare al Consorzio le valutazioni sulle necessità di variare o meno del livello delle attuali quote consortili.

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