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Guerra aperta nel centrodestra pesciatino

Guerra aperta nel centrodestra pesciatino

L’ex coordinatore azzurro attacca il capogruppo. Il partito replica: «Forza Italia usata come un tram»

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PESCIA. Acceso botta e risposta tra Luca Biscioni, capogruppo di Forza Italia in consiglio, e Oliviero Franceschi, capogruppo dell'altro schieramento di centrodestra, un'Altra Pescia (nonché vicesindaco nella passata legislatura). Un gruppo quello di Franceschi costituitosi poche settimane dopo distanza dal voto di maggio, quando l’ex coordinatore di Fi in città, eletto nella lista con Biscioni sindaco, lasciava Forza Italia e costituiva un altro gruppo consiliare.

«L'ex vicesindaco – scrive Biscioni – mi narrano abbia fondato il gruppo consiliare della Lega Nord per poi rientrare nella coalizione del sindaco Marchi con incarichi di cui noi tutti sappiamo», e, ancora: «Il pesciatino non può ritrovarsi in un’opposizione a voce alta di chi ha una tessera di FI e fonda subitaneamente un altro gruppo consiliare». Per questo Biscioni stesso si propone come «centro di ascolto per tutti i pesciatini che vogliano condividere questo progetto in una vigile, costante, produttiva e reale opposizione e, domani, per preparare un futuro quinquennio che ci vedrà protagonisti».

Non si è fatta attendere la piccata risposta di Oliviero Franceschi, che esordisce con un «Biscioni? Non pervenuto». Secondo Franceschi a Biscioni sfuggirebbe il fatto che «per diventare leader di una coalizione non basta la laurea o fondare centri d'ascolto, cosa che sa fare malissimo visto l'ego che lo ispira, ma serve costruirsi un'immagine di fatto senza demonizzare chi mette in pericolo la sua ombra davanti allo specchio».

Per la prima volta Franceschi definisce “batosta” il risultato elettorale della coalizione di centrodestra, ma non attribuisce le responsabilità al partito, che a detta sua “c'era”, bensì «a quel valore aggiunto che un candidato venuto dalla società civile doveva portare e invece è mancato o, forse, ha fatto volatilizzare anche quel consenso che già c'era». Tradotto Luca Biscioni sindaco è stata una scelta sbagliata. «Invece il mio passato lo hanno giudicato i cittadini – continua Franceschi – e il giudizio è stato positivo e convincente, ancora una volta primo degli eletti. Ah, avesse costui corso quanto me».

A completare il quadro si registra ora l’intervento ufficiale di Forza Italia, attraverso il presidente provinciale Alberto Lapenna e il commissario comunale Andrea Tintori. Unduro attacco all’ex coordinatore del partito.

«Leggiamo sempre con più stupore – scrivono gli esponenti del partito di Berlusconi – prese di posizione pubbliche del consigliere Oliviero Franceschi, peraltro eletto nelle file di Forza Italia e con il candidato a sindaco Luca Buscioni, ci rimane difficile capire il livore che traspira dalle sue parole. Il consigliere Franceschi, libero di fare scelte diverse, così come per la seconda volta ha fatto prima andando nella Lega e oggi in un gruppo diverso rispetto a quello che gli ha portato consensi, noi altrettanto liberi di non condividere le sue scelte che riteniamo contraddittorie e immotivate. Riteniamo capzioso trincerarsi dietro le preferenze ottenute, certamente non sufficienti ad essere eletti in consiglio comunale se alla base non ci fosse stato il partito che ha acquisito i quozienti. Ma prioritario per Franceschi dovrebbe essere dare spiegazioni politiche agli elettori di Forza Italia, motivazione che non sono mai emerse dalle sue uscite pubbliche. Forza Italia ritiene doveroso ringraziare Luca Biscioni per l'impegno profuso in campagna elettorale e per quanto sta facendo dai banchi dell'opposizione. Lavoro che il dottor Biscioni, cui va la nostra solidarietà, ha fatto e sta facendo con grande spirito di servizio. Pur non entrando nel merito del cambio di partito che ha visto protagonista il consigliere Franceschi, ricordandogli che Forza Italia non è un tram dal quale si sale e si scende a seconda degli umori e delle convenienze, dobbiamo invitare lo stesso a rispettare il movimento che lo ha candidato e gli elettori che lo hanno eletto».

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