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Comunità montana, il Comune prova a entrare nel processo

Per il sindaco di Pescia Giurlani la decisione non è stata presa perché i termini erano scaduti, ma promette di rimediare

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PESCIA. Pescia potrebbe ancora costituirsi parte civile nel processo per l’ammanco da oltre un milione di euro nella ex Comunità montana. Al processo, che vede imputato l’ex economo della Comunità, Giuliano Sichi, hanno chiesto di essere ammessi quali parti civili i comuni di S. Marcello, Cutigliano, Sambuca, Piteglio, Abetone e Marliana. Dopo anche la Provincia e la Regione Toscana hanno chiesto di essere ammesse come parti civili. La ragione è che questi enti ritengono di avere subito un danno economico diretto.

Il comune di Pescia, pur facendo parte della Comunità montana (oggi ente estinto), non si è costituito parte civile al processo. Unico comune, oltre quello di Montale. Abbiamo cercato di capirne le ragioni. Secondo il sindaco Oreste Giurlani, sentito il parere del segretario comunale Claudio Sbragia, «maggio era il termine ultimo per la presentazione della richiesta di costituzione di parte civile al tribunale collegiale. La richiesta doveva essere formulata prima - ha dichiarato Giurlani - quindi dall'amministrazione precedente, quando sono arrivato io era troppo tardi, i termini, infatti, erano già scaduti. Ciò non toglie che potremo subentrare nella seconda fase del procedimento, specie se verrà accertato che è stato arrecato un danno reale al Comune di Pescia ci attiveremo per tutelare il nostro territorio con ogni via legale». Sarebbe stata la burocrazia legata ad una scadenza, dunque, a far perdere al comune di Pescia l'occasione di costituirsi parte civile. Eppure, il sindaco del comune di Abetone, Giampiero Danti riconfermato al secondo mandato il 25 maggio 2014, il 9 giugno emanava una delibera che aveva ad oggetto proprio la «costituzione parte civile nel processo contro Sichi Giuliano». L’ultima possibilità di costituirsi parte civile era, infatti, l'11 giugno scorso, data in cui si è svolta anche la prima udienza. Ciò non toglie che la richiesta poteva essere formulata prima, dall'amministrazione precedente, magari all'udienza del 28 febbraio 2014. L'ex vicesindaco Oliviero Franceschi ha dichiarato di non ricordare le ragioni per cui la richiesta non fu inoltrata allora, «forse non potevamo permetterci di conferire l'incarico ad uno studio legale» ha ipotizzato. Ad ogni modo, il giudice ha fissato la prossima udienza il 22 gennaio 2015.

Maria Salerno

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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