La manifestazione
Protezione civile Comuni ancora senza un piano
MONSUMMANO. Sindaci pronti a trovare le responsabilità altrui, ma non a vedere le proprie. Così il comitato Cittadini Resistenza, attraverso l’ex consigliere Tiziana Scannella, commenta il dibattito...
MONSUMMANO. Sindaci pronti a trovare le responsabilità altrui, ma non a vedere le proprie. Così il comitato Cittadini Resistenza, attraverso l’ex consigliere Tiziana Scannella, commenta il dibattito sulle colpe che si è scatenato all’indomani degli allagamenti di mercoledì scorso.
«Brutto, bruttissimo lo spettacolo offerto – scrive Scannella – dalle polemiche di alcuni sindaci della Valdinievole nei confronti degli ambientalisti, additati come gli unici responsabili del disastro idrico che ha colpito la nostra zona. Ma è tutta colpa loro? A questi sindaci vogliamo ricordare che esiste anche una legge nazionale che impone ai Comuni di dotarsi entro 90 giorni dall’approvazione della legge (avvenuta nel 2012), di un piano di protezione civile, che è comprensivo anche dell'attività di prevenzione e intervento per il rischio idraulico».
Leggendo il sito della Protezione Civile, continua la nota, si scopre che ad oggi solo 4 Comuni (Agliana, Montale, Pistoia, Piteglio.) hanno adempiuto all’obbligo di legge.
«A oggi i Comuni della Provincia di Pistoia sono in enorme ritardo – prosegue Tiziana Scannella – Allora di cosa si parla? È veramente colpa soltanto dei canneti non tagliati? Non è meglio da subito iniziare a programmare dotandosi di un piano di prevenzione così come disciplinato dalla legge? Ad esempio come si può pensare di costruire alla Pieve in via del Melo quando quella è una strada a rischio? Suggeriamo ai nostri amministratori di non sprecare tanta energia e di catalizzarla per arrivare presto alla definizione di un piano di protezione civile che prevenga, appunto, i rischio idraulici ed evidenzi le zone critiche di ogni comune. Oltre a questo, soprattutto in questi punti critici, sarebbe opportuno limitare l'uso del cemento, anzi, sarebbe necessario adeguare le fognature e i fossi alla dimensione urbanistica innaturale che è cresciuta negli anni, altrimenti, il rischio di rifinire presto sott'acqua è alto; mentre agli ambientalisti consigliamo anche di interessarsi dell'ampliamento del periodo di latenza della discarica del Fossetto, che è a ridosso dell’area protetta».
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