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Maturità col cellulare Il Tar dà ragione alla studentessa

Maturità col cellulare Il Tar dà ragione alla studentessa

Accolto il ricorso della ragazza sorpresa col telefonino La decisione finale spetta ora alla commissione d’esame

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MONTECATINI. Il Tar toscano ha accolto il ricorso della studentessa del liceo scientifico Salutati, che era stata esclusa dall'esame di maturità dopo essere stata sorpresa (alla terza prova) con il cellulare.  E ha rispedito al mittente, ovvero alla commissione di esame, il compito di decidere se bocciare o meno l'alunna. La giovane, difesa dal legale Nino Marchetti, aveva presentato il ricorso al Tar ottenendo inizialmente la sospensiva del provvedimento della commissione di esame. Così aveva nuovamente sostenuto la terza prova e il colloquio. Tutto questo in attesa di conoscere il responso del Tar, responso che il Tar ha inviato ufficialmente a Marchetti il 31 luglio.

«È andata bene – commenta l'avvocato – i magistrati del Tar si sono confermati competenti e lucidi. In sintesi, hanno affermato che la commissione ha applicato la normativa ministeriale in modo troppo rigido. E ha invitato i docenti a riunirsi nuovamente per esaminare il caso, tenendo conto di tre punti: il curriculum scolastico, la personalità della studentessa e l'esito delle prove sostenute. Abbiamo piena fiducia nella commissione, che ha lavorato secondo la normativa dimostrando, in sede di correzione delle prove e del colloquio, oggettività e professionalità. Insomma, la studentessa è stata giudicata senza preconcetti. Il Tar ha tenuto conto, come da richiesta, di una sentenza analoga precedente e l'ha recepita. Le prove sostenute dalla ragazza sono state tutte più che buone. Del resto, il suo curriculum è positivo. Ha chiuso l'anno scolastico e quelli precedenti con la media dell'8,5. Attendiamo il responso della commissione, che si riunirà prossimamente».

La ragazza era stata sorpresa con il cellulare nell'astuccio, durante la terza prova, da uno dei commissari. La circolare ministeriale parla chiaro e, in questi casi, impone l’esclusione e la conseguente bocciatura. Ma il Tar della Regione, sollecitato da Marchetti, ha giudicato la circolare generica e ha stabilito che i docenti avrebbero dovuto applicare la regola con una maggiore attenzione verso il caso particolare. Certo è che gli insegnanti, in quel momento, non avrebbero potuto fare altrimenti dato che la normativa è apparentemente inflessibile.

Il caso di Montecatini, probabilmente, richiama la necessità da parte dei ministero di rivedere e correggere la circolare, inserendo le clausole del caso per facilitare gli insegnanti nel prendere una decisione di fronte a casi analoghi. «Non possiamo rimproverare alla commissione di non aver fatto il proprio dovere – precisa Marchetti - la sentenza del Tar pone semplicemente una serie di paletti dei quali dovranno tenere conto prima di decidere definitivamente».

Giovanna La Porta

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