Sicurezza
Stop al commissario per il San Domenico: ecco un nuovo piano
A giorni la nomina del consiglio di amministrazione Tra i primi passi il rientro da un debito di 1 milione di euro
PESCIA. È rimasto in “coma farmacologico assistito” per oltre 6 mesi, ma adesso è pronto a muovere i primi passi in autonomia. Stiamo parlando del San Domenico, la storica casa di riposo pesciatina, che dopo avere chiuso per anni con bilanci in rosso e accumulato debiti per oltre 1 milione di euro, lo scorso 10 febbraio ha visto sciogliere il proprio cda e arrivare un commissario straordinario. Adesso che la gestione commissariale è ufficialmente finita, per il San Domenico inizia una nuova era: quella del ripianamento dei debiti, ma soprattutto del rilancio strategico.
Lunedì prossimo, il sindaco Oreste Giurlani dovrebbe nominare i membri del nuovo consiglio d'amministrazione, ai quali verranno consegnate le linee d'indirizzo che l'amministrazione ha predisposto, così come prevede lo statuto dell'ente, dopo di che si entrerà a pieno regime. Il sindaco non ha ancora sciolto la riserva sui nomi, ma ha fatto sapere che si tratta di «persone competenti» e soprattutto «non legate a schemi politici».
Ad ogni modo il compito che attende il nuovo consiglio non sarà facile. Non appena insediato, infatti, il nuovo cda dovrà predisporre al più presto un piano di rientro del debito nei confronti della cooperativa Idealcoop, che ammonterebbe secondo quanto riportato sulla relazione del commissario Elena Lorenzi a circa 800mila euro.
Ma la cooperativa di Pomarance non è l'unica a vantare dei crediti nei confronti dell'ente. Oltre a questa, ci sono, infatti, diversi fornitori che aspettano ancora di essere pagati dalla residenza per anziani. Come quello del gasolio, ad esempio o quelli che erogano prestazioni infermieristiche. E poi c'è il problema dei costi. Ad oggi la residenza sanitaria assistita spende più di quel che incassa. Questo implicherà una necessaria riduzione dei costi fissi della struttura, oltre che una riduzione di quelli per la fornitura di beni e servizi, così come esplicitato anche nelle linee guida del comune. Non ci dimentichiamo, poi, che il San Domenico è una struttura "non a norma". Se continua a rimanere aperta è unicamente perché il sindaco Giurlani, così come già aveva fatto il sindaco Marchi, ha firmato un documento nel quale si assume ogni responsabilità connessa alle condizioni in cui versa l'immobile.
Ciò non toglie che al più presto occorrerà avviare la realizzazione di lavori per la messa in sicurezza della struttura, così come andrà definita una nuova viabilità, che renda la casa di riposo più accessibile. Infine, ci sono gli investimenti. Il nuovo cda dovrà al più presto indire un nuovo bando per appaltare i servizi, ma soprattutto dovrà studiare un piano strategico per aumentare le entrate. Forse, legare queste ultime unicamente ai nuovi inserimenti da parte della Asl e della Società della salute potrebbe non essere sufficiente. Ecco allora farsi strada l'ipotesi di erogare nuovi servizi sempre nell'ambito socio-sanitario e assistenziale come l'hospice ad esempio, da lungo tempo evocato e mai realizzato. Già la prossima settimana, il sindaco ha espresso il proposito di incontrare i dipendenti della struttura per presentare loro il nuovo cda e le linee guida suggerite dall'amministrazione. Dopo si partirà davvero.
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