Il Tirreno

Montecatini

«Altro che sfalci, i danni li causa il cemento»

«Altro che sfalci, i danni li causa il cemento»

Il Wwf contro il primo cittadino di Larciano sui tagli non fatti, d’accordo invece proprietari e cacciatori

2 MINUTI DI LETTURA





LARCIANO. Le esondazioni sono state causate «certamente dall'enorme quantità di acqua caduta in pochissimo tempo, ma anche dall'incapacità del Padule di riceverla a causa dell'impossibilità, fino al 10 di agosto, di effettuare gli sfalci necessari a consentire un più corretto deflusso delle acque»: queste parole, pronunciate nelle ore successive al nubifragio che ha colpito la Valdinievole, dal sindaco di Larciano Antonio Pappalardo, hanno inescato una feroce polemica.

D’accordo col primo cittadino si sono subito dichiarate l’associazione proprietari “Terra Nostra Unita” e la Federcaccia, che parlano (a proposito degli sfalci vietati) di limitazione fondamentalmente inutile agli scopi per cui è nata (ridurre le conseguenze sulle nidificazioni), ma che potrebbe causare problemi assai gravi.

Dura, durissima, invece, la presa di posizione del Wwf di Pistoia: «Di fronte a una situazione di emergenza – scrive tra le altre cose – che dovrebbe imporre un ragionamento serio e costruttivo sul dissesto idrogeologico del territorio, il sindaco Pappalardo non ha trovato niente di meglio che addossare ogni colpa al mancato sfalcio dell'erba in Padule. Tecnici qualificati potrebbero spiegare agevolmente l'assurdità di questa teoria».

«Le cause degli allagamenti – riprende il Wwf – andrebbero piuttosto ricercate nel reticolo idrografico e nei sistemi fognari che non riescono a ricevere afflussi poco più che ordinari, figuriamoci vere e proprie "bombe d'acqua" che con le variazioni climatiche saranno purtroppo sempre più frequenti. Uno dei maggiori fattori di fragilità del territorio è rappresentato dalla cementificazione diffusa: in questo senso invitiamo il sindaco a riflettere seriamente sull'opportunità di ampliare la zona industriale di Larciano».

Da parte sua Pappalardo non retrocede dalle sue posizioni: «In queste ore stiamo attivando le procedure per consentire di accertare e quantificare i danni verificatesi durante la recente esondazione. È sempre più urgente che il Padule sia messo in condizione di svolgere il suo ruolo naturale di cassa di espansione della Valdinievole, per ridurre al minimo il rischio per le popolazioni di questo territorio. Se le condizioni climatiche stanno cambiando è giusto che cambino anche le norme che regolamentano gli interventi in campo ambientale trovando il giusto equilibrio, ma tutelando sempre e comunque anche la sicurezza e la vita umana».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web