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Maltempo in Valdinievole, esplode la polemica

Maltempo in Valdinievole, esplode la polemica

Il Wwf replica al sindaco di Larciano: «Ma quali sfalci nel Padule di Fucecchio, le cause sono ben altre». La Federcaccia, invece, sta con Pappalardo

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LARCIANO. «Lasciate stare il Padule, le cause degli allagamenti sono altre». Il Wwf Pistoia replica alle parole del sindaco di Larciano, Antonio Pappalardo, che nell’analizzare i danni provocati dall’ondata di maltempo ha messo nel mirino i tempi dello sflacio nel Padule di Fucecchio a tutela delle nidificazioni. Sta dalla parte del primo cittadino, invece, la Federcaccia pistoiese.

La posizione del Wwf. «Nella notte fra martedì e mercoledì la Valdinievole, come la piana pistoiese e molte altre zone della Toscana, ha vissuto momenti drammatici per un violento nubifragio che si è abbattuto in particolare sul Montalbano. Di fronte ad una situazione di emergenza - si legge nella nota del Wwf - che dovrebbe imporre un ragionamento serio e costruttivo sul dissesto idrogeologico del territorio, il sindaco del Comune di Larciano, Antonio Pappalardo, non ha trovato niente di meglio che addossare ogni colpa al mancato sfalcio dell'erba in Padule; e naturalmente il Consorzio di Bonifica, chiamato direttamente in causa, non ha potuto fare altro che avallare questa tesi per evitare un evidente imbarazzo istituzionale». Il Wwf spiega. «La grande zona umida del Padule di Fucecchio costituisce da sempre una formidabile cassa di espansione naturale in grado di assorbire le piene eccezionali salvaguardando da possibili allagamenti i territori circostanti e tutelando quindi la sicurezza delle popolazioni rivierasche. Tecnici qualificati potrebbero spiegare agevolmente l'assurdità di una teoria che vedrebbe un enorme bacino palustre di 2000 ettari, tra l'altro in questo periodo con livelli idrici abbastanza medio-bassi e quindi pronto a ricevere una grande quantità d'acqua, bloccato in queste sue funzioni dalla presenza di una ininfluente vegetazione erbacea. Tra l'altro il regolamento delle Province di Pistoia e Firenze, che per motivi di tutela naturalistica limita gli sfalci prima di agosto, si applica solo nel bacino palustre, ed appare evidente che gli smottamenti ed allagamenti si sono verificati su un territorio talmente ampio da rendere risibile questa spiegazione. Crediamo anche noi che la situazione sia inaccettabile, e che l'incolumità delle persone non debba essere messa a rischio neppure in situazioni meteorologiche indubbiamente eccezionali come questa, ma riteniamo anche che il Sindaco farebbe meglio ad approfondire i veri problemi, senza lasciarsi andare ad esternazioni che non contribuiscono certo a risolverli.

Secondo il Wwf «le cause degli allagamenti andrebbero piuttosto ricercate nel reticolo idrografico e nei sistemi fognari ,che non riescono a ricevere afflussi poco più che ordinari, figuriamoci vere e proprie "bombe d'acqua" che con le variazioni climatiche saranno purtroppo sempre più frequenti; il compito degli amministratori locali è quello di gestire al meglio la situazione, non di cercare dei capri espiatori per sottrarsi ad eventuali responsabilità. Uno dei maggiori fattori di fragilità del territorio è rappresentato dalla cementificazione diffusa: in questo senso invitiamo il sindaco a riflettere seriamente sull'opportunità di ampliare la zona industriale di Larciano, anche alla luce dei contenuti del Pit della Regione Toscana, che a tale riguardo prescrive di non consumare nuovo suolo, ma di recuperare le numerose aree produttive dismesse. Questo sì che ci sembra un tema serio e pertinente».

La posizione della Federcaccia. La Federcaccia pistoiese, sta dalla parte del sindaco di Larciano. «La Federcaccia provinciale di Pistoia è perfettamente d'accordo coi sindaci della nostra provincia nel sottolineare che non è possibile mettere a rischio la vita delle persone per preservare pochi nidi. È vero che è stata la peggiore alluvione dal 1996, come dice il primo cittadino di Larciano Antonio Pappalardo, ma è anche vero che le restrizioni attuali sullo sfalcio degli argini, e non solo, sono assurde. Fino al 10 di agosto non si può tagliare l'erba dei canali né pulire i chiari, chi lo fa, come è successo, rischia una multa salata. Il tutto per salvaguardare pochissimi esemplari di una specie che nidifica tardivamente quando il 99% degli uccelli acquatici hanno già nidificato da tempo, le uova si sono schiuse ed i piccoli sono in "salvo"».

Federcaccia prosegue. «A nostro avviso si potrebbe tranquillamente preservare quella specie e, cosa assai più importante, mettere in sicurezza i corsi d'acqua e le persone provvedendo allo sfalcio degli argini e permettendo la pulitura dei chiari una ventina o trenta giorni prima. Basterebbe fare questa operazione intorno l 15-20 di luglio. Così facendo non metteremmo in pericolo nessuna specie di uccello ma, soprattutto, renderemmo assai più sicure le persone salvaguardando la stabilità idraulica della Valdinievole. Tra l'altro è assai difficile fare una buona opera di pulitura ad agosto dopo le prime piogge, mente sarebbe assai più semplice fare un buon lavoro ad luglio quando il terreno è secco. Forse il problema è che, come sempre, in Italia, si aspetta prima il disastro e poi si interviene. Ha perfettamente ragiona Antonio Pappalardo, sindaco di Larciano, quando dice che "tagliare l'erba il 10 di agosto mette a rischio l'incolumità delle persone". Così facendo la ricettività del padule, ma anche il modo con cui scorre l'acqua nei canali, altro dato sottolineato dai vari consorzi di bonifica che si occupano dello sfalcio, è ridotta considerevolmente. Quindi, per concludere, bisogna chiedersi se è più importante la sicurezza delle persone oppure rivedere le date stabilite per la pulitura degli argini e dei chiari. Per Federcaccia non c'è nemmeno da pensarci, le persone vengono prima di tutto, anche perché facendo uno sflacio intorno al 20 di luglio sarebbero salvaguardate le specie di volatili che nidificano tardivamente e sarebbero messi in sicurezza i corsi d'acqua. Usando un vecchio detto: "si salverebbero capra e cavoli". Basta modificare il regolamento provinciale»

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