La manifestazione
Imposte sulla casa: ecco quanto si pagherà
Il Comune di Montecatini ha approvato Tasi, Tari e Imu
MONTECATINI. Il Comune ha applicato la nuova “Iuc” (l’imposta unica comunale) in modo, soprattutto, da alleviare il peso del tributo su molte famiglie in difficoltà: questo il giudizio sulla nuoa fiscalità municipale dell'assessore al bilancio Monica Galluzzi e del sindaco Giuseppe Bellandi.
Il provvedimento, approvato nel consiglio comunale di mercoledì 30 luglio, è frutto delle nuove normative imposte dal governo. Che, di fatto, hanno reintrodotto la tassa sulla nuova abitazione. Anche il comune di Montecatini, perciò, ha riadattato le imposte Tasi (prima casa e servizi indivisibili come illuminazione strade e quant'altro), Tari (ex Tares) e Imu (imposta municipale propria). Che, insieme, formano appunto la Iuc.
«La legge di stabilità per il 2014 - ha spiegato Galluzzi - ha introdotto la riforma della fiscalità immobiliare per i Comuni. La novità principale riguarda le prime case e la loro pertinenza. Queste non saranno soggette all'Imu ma dovranno pagare la Tasi, che è destinata a finanziare i servizi indivisibili del Comune: sicurezza, protezione civile, viabilità, illuminazione pubblica».
Il presupposto della Tasi è il possesso o la detrazione, a qualsiasi titolo, di fabbricati, compresa l'abitazione principale e le aree edificabili. L'aliquota per le abitazioni principali a Montecatini sarà del 2,8 per mille, con un aumento di 0,3 rispetto al 2,5. Lo scopo è finanziare detrazioni per le case con rendita più bassa. Le detrazioni (per le quali è stata riservata nel bilancio una voce di 200mila euro) in base a quanto stabilito dal consiglio comunale, riguarderanno alla fine solo le abitazioni principali: 80 euro per rendite fino a 350, 50 euro per quelle da 350 a 450, a cui vanno a sommarsi 30 euro per ogni figlio convivente che non abbia superato i 26 anni di età. Per tutti gli altri fabbricati l'aliquota è dell'uno per mille.
Passando all’Imu (e quindi alle seconde abitazioni), è stata introdotta un’aliquota agevolata al 4,9 per mille per le abitazioni concesse ad uso gratuito ai parenti di primo grado in linea retta (per un massimo di due unità immobiliari). Per il resto viene confermata l’aliquota al 9,6 per mille, e viene mantenuta quella al 10,6 per mille per quelli a disposizione (in sostanza quelli inutilizzati).
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