Il dolore
Montecatini: un agronomo per piazza del Popolo
Per gli arredi verdi è stata scelta una varietà di magnolia di grande impatto ma che richiede poche attenzioni
MONTECATINI. «Centro spoglio», «centro senza verde»... tante le critiche che, da quando sono iniziati i lavori, accompagnano la realizzazione della nuova piazza del Popolo. A queste critiche prova a rispondere l’assessore ai lavori pubblici Leonardo Magnani. «Guardiamo oltre l’immagine immediata per conoscere il perché delle scelte», scrive Magnani a proposito degli arredi verdi in centro.
«Si è scelto di mettere a dimora in piazza del Popolo le bellissime Magnolie “Soulangeanea” – continua l’assessore – che presentano una splendida fioritura bianco-rosata e bianca screziata rosa che avviene alla fine dell'inverno. Una scelta di qualità supportata dal consulente Francesco Lunardini, agronomo specializzato in paesaggistica e perfezionatosi in ingegneria naturalistica. Queste piante presentano, oltre all’indubbia eleganza, anche altri vantaggi per il posizionamento in piazza del Popolo e in generale in ambiti cittadini pubblici. Si tratta di piccoli alberi ad accrescimento definito che a regime non necessitano di potature rilevanti e si sviluppa con piccoli rami che riducono il rischio di rottura e caduta. Dopo la fioritura emettono foglie che rilasciano all' inizio dell’inverno. Avremo quindi una piazza in movimento cromatico: abbondante fioritura primaverile, nuove foglie che inizialmente verde chiaro divengono poi verde intenso, foglie che poi si abbronzano in autunno. Il fatto che le piante siano spoglie in inverno ha il vantaggio che non sarà tolta luce alle attività limitrofe mentre le stesse si avvantaggeranno dell’ombra in periodo estivo».
«È un alberello spogliante – continua Magnani – in questo modo sotto di esse avremo un prato verde e un solo periodo di caduta delle foglie. Questo fatto è molto vantaggioso rispetto ad un sempreverde, perché non si ha la caduta continua delle foglie. Il prato poi è stato seminato con “idrosemina con germe pregerminato”: questa tecnica consente di ridurre i costi di otto volte rispetto al prato pronto, e garantisce una rapida germinazione del seme ed evita che sia mangiato da insetti e uccelli».
Infine sui lecci davanti la Basilica: «Dopo la valutazione dello stato di salute e dei rischi è stato deciso di effettuare una potatura verde e la rimonda dal secco. Uno dei lecci ha subito un intervento di potatura più drastico in quanto presentava gravi patologie. Se reagirà bene potrà essere possibile evitare di tagliarlo. Deve essere considerato che il leccio presenta una fase di quiescenza estiva e che la potatura verde deve essere effettuata in questa stagione. L’intervento ha consentito di alleggerire ed arieggiare le chiome».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
