Proteste
Ospedale: il piano è da rivedere
PESCIA. Il piano sanitario sottoscrito da Comuni e Asl? Contraddetto nella realtà e da rivedere: così scrive l’ex assessore alla sanità di Pescia, che lancia un appello agli amministratori che gli...
PESCIA. Il piano sanitario sottoscrito da Comuni e Asl? Contraddetto nella realtà e da rivedere: così scrive l’ex assessore alla sanità di Pescia, che lancia un appello agli amministratori che gli sono succeduti.
«In tutti questi anni – scrive Francesco Conforti – abbiamo garantito un impegno assoluto a difesa del nostro ospedale che, infatti, oggi non è più messo in discussione da nessuno. Lo stesso impegno ci aspettiamo ora dai nuovi amministratori per il suo buon funzionamento. Il primo passo è procedere, come chiediamo da mesi, alla revisione del piano di riorganizzazione sanitaria che era stato approvato 12 mesi fa a Pistoia». Non ci sono state, spiega Conforti, le verifiche previste, e «fin da subito è apparso evidente che la applicazione contraddiceva, nella pratica, sia le premesse che i contenuti».
«Lo abbiamo denunciato – continua l’ex assessore – già nel consiglio comunale aperto al Palagio e lo abbiamo ribadito ancora più forte non partecipando, unici in tutta la Valdinievole, all’inaugurazione del nuovo pronto soccorso, in segno di protesta contro la localizzazione, in quella sede, del servizio di osservazione pediatrica, contrariamente a quanto sottoscritto a Pistoia. Abbiamo poi continuato la vigilanza e ribadito le nostre richieste di verifiche nei mesi successivi, negli incontri col governatore Rossi,con l'assessore Marroni, nelle conferenze dei sindaci della Valdinievole e di tutta la provincia, fino ai nostri ultimi atti amministrativi. Tutte queste nostre richieste, che l'attuale sindaco non dovrebbe ignorare, sono rimaste però inascoltate perché, come al solito, eravamo sempre da soli».
«Ora il testimone passa ai nuovi amministratori – chiude Conforti – che devono essere ben consapevoli che il piano non è affatto intoccabile come afferma il sindaco Giurlani, ma che, anzi, hanno tutto il diritto e il dovere di rimetterlo in discussione, come primi responsabili della salute dei cittadini. Naturalmente, ci vuole la volontà politica per farlo e su questo sono chiamati a dar prova, coinvolgendo anche le altre amministrazioni, perché è del tutto evidente che le ricadute non sono solo su Pescia, ma su tutta la Valdinievole».
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