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COMMISSIONI PARTECIPATE

Attacco alla giunta «Ha imposto il nome della presidente»

Attacco alla giunta «Ha imposto il nome della presidente»

MONTECATINI. Un incarico importante, andato a un consigliere dell’opposizione. Un segno di apertura? No, secondo il resto della minoranza, è l’esatto contrario. Non tanto perché per statuto quell’inca...

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MONTECATINI. Un incarico importante, andato a un consigliere dell’opposizione. Un segno di apertura? No, secondo il resto della minoranza, è l’esatto contrario. Non tanto perché per statuto quell’incarico spetta in ogni caso all’opposizione, ma anche perché ad imporre quella nomina è stata proprio la maggioranza.

L’incarico è quello di presidente della commissione partecipate (e nella città delle Terme e non solo è un ruolo fondamentale) e a ricoprirlo è stata chiamata la candidata sindaco della lista civica, di Udc e Ncd Silvia Motroni.

«Coloro che si presentavano come il nuovo (Motroni, Udc e Ncd) oggi rappresentano e impersonano perfettamente lo stile e i metodi della vecchia politica – commenta Ilaria Michelucci portavoce di FdI An – scoperto l’arcano dell’accordo elettorale del ballottaggio non viene altro che pensare cos’altro è stato oggetto dell’accordo tra i due candidati sindaci. Oltre ad aver scoperto la vera immagine dei motroniani ora anche la maggioranza ha mostrato il vero volto antidemocratico e irrispettoso verso le minoranze. Di norma dovrebbero essere le minoranze a scegliersi il candidato e la maggioranza ad astenersi. Ma evidentemente Bellandi forte di una maggioranza allargata si sente padrone della città».

Ancor più duro il Movimento 5 Stelle, sul cui consigliere Berti era stato raggiunto l’accordo del resto della minoranza: « Va bene fare opposizione, a patto che la maggioranza sia d'accordo. Non si spiegherebbe altrimenti la scelta del nuovo presidente della commissione partecipate, individuato dalla maggioranza contro il parere della minoranza. Lo statuto prevede la presidenza affidata alla minoranza per una sorta di garanzia nel controllo dell'operato della maggioranza, ma se quella carica è nominata con i soli voti della maggioranza stessa, quel compito è garantito?».

L’M5s ripercorre l’accaduto, ricordando come la commissione “società partecipate” venga assegnata alla minoranza «ed è prassi ormai consolidata che il presidente sia scelto direttamente dalla minoranza e accettato dalla maggioranza».

Non è quel che è successo stavolta: «La minoranza aveva individuato il consigliere del Movimento 5 Stelle Cristiano Berti come presidente della commissione, ma i la maggioranza ha forzato la mano, fatto valere il suo peso politico e scelto Silvia Motroni, senza ascoltare quanto suggerito dai consiglieri di minoranza. La motivazione? La scelta di Berti aveva trovato d’accordo “soltanto” 3 dei 4 capigruppo della minoranza ma viene da chiedersi, perché uno dei capigruppi non si è trovato d’accordo? Forse perché aveva già avuto rassicurazioni da parte del Pd sul voto in suo favore? Ancora, viene da chiedersi: perché questo cambiamento? Che cosa c’è nella commissione partecipate (tra le quali, si ricordano Terme, Montecatini Parcheggi, Sds) che non è bene dare in mano al Movimento 5 Stelle? Il percorso è appena iniziato ma già il Pd ha perso l'occasione di dimostrarsi “trasparente” e vicino ai cittadini».

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