Il dolore
Tre strade per ridurre il deficit a Pescia
La ricetta di Marco Niccolai (Pd): stretta alle consulenze, via alle gestioni associate e stop alle partecipazioni non strategiche
PRATO. Si infiamma la polemica sul contenimento delle spese a Pescia. A rispondere alla critiche dell’opposizione è il consigliere Pd Marco Niccolai, secondo il quale «è abbastanza singolare, usando un eufemismo, che lezioni sul contenimento dei costi della spesa del Comune provengano dagli amministratori che, negli ultimi cinque anni, hanno ridotto Pescia nelle condizioni in cui si trova».
Può insegnare qualcosa chi, in totale controtendenza con quanto avviene negli altri Comuni e con una situazione finanziaria difficilissima, ha deciso di assumere un nuovo dirigente a tempo indeterminato (costo più di 100mila euro l'anno lordi per il Comune)? Erano in carica fino a soli 2 mesi fa, dopo esserlo stati per 5 anni consecutivi, ma sembrano soffrire di ricorrenti perdite di memoria rispetto a quanto (non) hanno fatto».
Con un documento approvato dal consiglio comunale pesciatino presentato dal gruppo consiliare "Pd - Pescia è di tutti", spiega Niccolai, sono tre gli indirizzi per compiere una spending review.
Queste, per Niccolai le tre direttrici di azione:
stretta alle consulenze: riorganizzazione del Comune al fine di prevedere l'affidamento di incarichi esterni solo qualora sia dimostrato che non vi sono adeguate professionalità tra il personale comunale;
gestioni associate: procedere all'affidamento di servizi o forniture solo avendo prima verificato la possibilità di farlo in modo associato con i Comuni limitrofi, così da aumentare le possibili economie di scala e risparmiare risorse.
via le partecipazioni in enti non strategici: è importante valutare le attuali partecipazioni in enti e società definendo quali non svolgono funzioni strettamente connesse alle competenze istituzionali dell'ente ed in cui dunque non è essenziale la partecipazione del Comune.
«Con questi interventi - conclude - possiamo risparmiare decine di migliaia di euro rispetto alle spese di funzionamento del Comune. Questi sono i veri costi su cui intervenire facendo scelte di buonsenso che, finora, chi governava questo Comune si è ben guardato dal fare, facendo semmai l'opposto».
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