Attenzione
Progetto “Covent Garden” Ora nasce un consorzio
Prima passi concreti per fare del mercato coperto anche un punto di ritrovo L’idea promossa da un gruppo di commercianti e discussa con l’amministrazione
MONTECATINI. Primi passi verso la realizzazione della versione del “piccolo Covent Garden” montecatinese. Stiamo parlando dell progetto, accarezzato da tempo, di trasformare l’area del mercato in un punto di ritrovo oltre che di commercio, da utilizzare anche nelle ore serali e, perché no, pure in chiave turistica.
E in questi casi la citazione di Covent Garden, con le dovute proporzioni, è d’obbligo. Convent è infatti lo storico mercato di Londra. Un punto di ritrovo molto antico che, a inizio Ottocento, quando fu trasformato in mercato così come lo intendiamo noi, assunse l’aspetto attuale, in stile neoclassico. Poi, a metà degli anni Settanta il mercato fu trasferito, e quella strutura nel cuore del West End londinese rimase vuota. Non per molto però. I locali presero il posto dei negozi, i tavolini dei caffè quello dei banchi del mercato e anche la grande piazza davanti all’ingresso principale del mercato si trasformò in un teatro all’aperto. Insomma, da potenziale luogo di degrado l’ex mercato è diventato un punto di attrazione.
Un esempio che, in scala, da tempo si cerca di seguire anche per il mercato coperto di Montecatini: qui molti negozi sono sfitti da tempo, e anche l’asta per assegnare quei fondi è andata deserta. È rimasto il mercato ortofrutticolo, nell’angolo a sud-ovest della struttura, che però ha patito molto il trasferimento (e la conseguente separazione) dal resto del mercato settimanale del giovedì, spostato in zona stadio.
Così, sfruttando anche la troppo spesso sottovalutata bellezza architettonica del complesso, la presenza di due lunghe “piazze” interne (che ricordano molto proprio l’ex mercato londinese), l’idea che periodicamente ritorna è quella di farne una versione nostrana del Covent Garden.
Qualche tentativo per ampliarne le destinazioni d’uso in passato è stato fatto: dalle cene delle associazioni al punto biblioteca, dallo spazio Slow Food ai mercatini dell’antiquariato. Ma, perché l’idea passi dalla teoria alla realtà serve un ingrediente fondamentale, rappresentato dai privati. Se non ci sono privati disposti a far parte del progetto, questo è destinato a non uscire mai dai cassetti.
Per questo la riunione di lunedì scorso è così importante, e si può parlare di primi passi. Magari brevi, magari timidi, ma reali. La riunione ha visto la partecipazione dei rappresentanti del Comune (con l’assessore Helga Bracali e Moreno Mencarelli dello staff del sindaco) ma, soprattutto, ha visto la partecipazione di numerose attività commerciali. Molte che hanno la loro attività a due passi dal mercato, se non nel mercato stesso. Attività che in diversi casi possono essere definite storiche, visto che sono presenti nel tessuto cittadino da decenni.
Tutte unite da un’idea: quella di creare un consorzio con marchio di qualità e di utilizzare gli spazi del mercato coperto per commercializzare i propri prodotti. Utilizzarlo allo stesso modo in cui a Pistoia viene utilizzata la “sala”. Tra i partecipanti alla riunione la Pescheria Rosellini, capofila del progetto, la polleria Grelloni (che ha sede proprio all’ingresso del mercato), il pastificio Zucconi, l'enoteca Giovanni, la birreria di Mezzomiglio, la pasticceria Pellegrini e il locale Syrah.
L’idea? Quella di creare un “polmone commerciale” all’interno del mercato coperto. Uno spazio per la vendita che potrebbe diventare anche un punto di ritrovo. Del resto ci sono nel gruppo un wine bar, un'enoteca, una birreria, un bar pasticceria. Ma anche negozi più classici possono “reinventarsi” in questo senso. L’esempio è quello della pescheria che, alla sera, potrebbe cucinare e vendere i propri prodotti (così come la polleria o il pastificio).
Insomma le idee sono tante, la volontà c’è e, magari cercando di attivarsi per ottenere finanziamenti regionali, il progetto potrebbe partire.
Magari poi, con il tempo, potrebbe anche decollare, ma, intanto, anche solo partire sarebbe una gran cosa.
Luigi Spinosi
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