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Montecatini

Schiave sui marciapiedi, appello al Comune

Schiave sui marciapiedi, appello al Comune

L’associazione La Fabbrica segnala un drastico aumento nel numero di prostitute lungo le strade di Montecatini

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MONTECATINI. La schiavitù del ventesimo secolo sulle nostre strade. L’associazione culturale “La Fabbrica & Montecatini”, attraverso le sue rappresentanti Nicoletta Giovannelli e Cinzia Silvestri, interviene sul fenomeno della prostituzione sui marciapiedi cittadini. Un problema per Montecatini, un dramma per le ragazze costrette a vendere il loro corpo. Passano gli anni, ma questo fenomeno non conosce sosta. Anzi, con l’arrivo dell’estate, come sempre, il numero di lucciole lungo le strade montecatinesi, aumenta drasticamente.

Dalla “Fabbrica” arriva un appello all’amministrazione e, in particolare, alle sue rappresentanti femminili: «Abbiamo volutamente atteso che l'amministrazione Bellandi si insediasse e tutte le cariche fossero affidate nei vari compiti e ruoli, ivi compresi quelli delle commissioni consiliari, in modo formale e definitivo per porre ancora all'attenzione di giunta e consiglio comunale il problema della prostituzione a Montecatini e, in special modo, quella esercitata sulle strade, di cui la pubblica opinione ahinoi, già sa e poco può fare. Già dalla primavera abbiamo assistito a un progressivo e costante aumento delle ragazze, molte purtroppo giovanissime, che si offrono sui marciapiedi cittadini, in special modo nel percorso che va dal bocciodromo fino alla sala bingo, passando dalla strada dell'ippodromo».

«Decine e decine – scrivono Giovannelli e Silvestri – ieri sera (sabato 19 ndr) in questo tratto ne sono state contate oltre una trentina. La cosa paradossale è che queste signorine si offrono senza ritegno e senza decoro, visibilmente discinte come i loro proprietari impongono, accanto ai volontari che presidiano le transenne per la zona di traffico limitato, accanto a chi magari fa una passeggiata a piedi nelle ore più fresche della sera, a chi sale in macchina o getta il sacchetto della spazzatura nel cassonetto o rientra a casa e così capita spesso - nel caso di donne - che potenziali clienti facciano senza ritegno la fatidica domanda che presuppone un rapporto sessuale a pagamento anche a persone comuni. Invitiamo soprattutto gli assessori e i consiglieri donne a non trascurare questo grave problema e le sollecitiamo a farne una mission affinchè la città possa davvero emanciparsi prendendo distanze nette non dalle prostitute, ma dal mondo delinquenziale che vi gira intorno, ivi compresi coloro che attraverso immobili ed attività più o meno lecite vi campano».

«Nessuno – prosegue la nota – rincorre l'utopia di eliminare la prostituzione, che a Montecatini - va detto senza ipocrisie - ha sempre fatto parte dell'offerta turistica, sotto forma di coperta fornita dall'hotel (anche in pieno agosto) o in compiacenti dimore e non ci riferiamo certo alle case chiuse. Ma va assolutamente debellata la piaga orrenda che vede ogni sera ragazze-schiave occupare i marciapiedi: il loro crescente aumento e l'invasione anche in quartieri periferici una volta snobbati è preoccupante. Chi amministra, chi crede davvero nelle pari opportunità e nelle politiche sociali (è doveroso ricordare che l'assistenza sociale appunto non può essere una mera attività d'ufficio, ma dovrebbe presupporre compiti sinergici in loco con le forze dell'ordine) non può sottrarsi ad una rigorosa e doverosa presa d'atto di questa squallida situazione che la città ed i suoi residenti stanno subendo oltre alla pessima immagine offerta ai turisti».

«Se si risponde con superficialità o peggio ancora, con superba indifferenza, – chiude la “Fabbrica” – si diventa inevitabilmente complici del mancato rispetto alla dignità del genere umano e in special modo femminile, umiliato, offeso e ferito dallo sfruttamento sessuale perpetrato ogni sera sotto i nostri occhi».

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