Sicurezza
In 1.500 a ricordare la discoteca della propria giovinezza
CHIESINA UZZANESE. La leggenda del Concorde ha colpito ancora. Non c'è più la discoteca, in attesa di essere rasa al suolo, ma ci sono quelli che l'hanno resa grande, famosa, uno dei templi della...
CHIESINA UZZANESE. La leggenda del Concorde ha colpito ancora. Non c'è più la discoteca, in attesa di essere rasa al suolo, ma ci sono quelli che l'hanno resa grande, famosa, uno dei templi della disco dance di casa nostra, conosciuta in tutta la Toscana (e non solo). Non c'è più il luogo fisico, resta l'anima, l'emozione di una generazione intera che è cresciuta, si è innamorata, ha ballato, ha bevuto all'ombra di un aereoplano, simbolo ancora intatto, megainsegna che nei cuori non morirà.
Il saluto è sempre lo stesso: «Benvenuti a bordo del Concorde, il comandante vi augura buon viaggio». Qualcuno ha pianto, altri si sono tolti la giacca, non hanno indossato una maschera, ma solo cambiato prospettiva. Professionisti nella vita, ragazzini là dentro. È stato come un sabato sera di venti anni fa: nel parco del club “80 voglia Sibolla” di via Ponte ai Pini, tra Chiesina e Altopascio, in tanti, tantissimi, hanno “allacciato le cinture” per un “volo” di qualche ora, concluso intorno alle 4 del mattino.
Erano circa 1.500 (almeno in 300 già dalla cena) gli appassionati frequentatori della discoteca che fu. Sotto le stelle, sulla pista da ballo all'aperto, hanno saltato, sudato, si sono ricordati com'era, cercando di capire com'è. Il quarto Remember Concorde, idea e vanto del gruppo Facebook “Quelli della discoteca Concorde anni 80/90”, ha cambiato location (nel 2011 a Chiesina, poi nei due anni successivi al Mercato dei Fiori a Pescia) senza modificare il suo significato.
Una sera di pura gioia, nostalgica, amarcord, ma sempre gioia, una sera in cui il tempo si ferma. Ecco allora che quando la consolle inizia a “sparare” (ai piatti sei deejay dello storico locale Massimo Bani, Ringo Dj, Berger Dj, Enrico Citi, Flying Dj e Devil Dee) gli anni Ottanta e Novanta entrano di prepotenza nel nuovo millennio. Lo plasmano, insegnano, non capiscono. Dance, elettronica, primi vagiti di musica house. E poi Pietro Paolo Pelandi, in arte P.Lion, ospite d'onore sul palco: “Maiala, maiala, maiala”, tutti si ricordano il grido all'intro, il pezzo storico è “Happy Children”, sua creatura più famosa. Chi si abbraccia, chi si bacia, chi batte le mani. Si muovono i bacini, ci si struscia. Ai “lenti” si pensa, si sussurra. Poi si va a fumare, in un angolo, spazio di assoluta libertà, ricordando il giudizio dei genitori, allora piuttosto severo.
È il mondo del Concorde, di una discoteca diventata leggenda, di quelli che mai dimenticheranno, di quelli che non vogliono smettere di divertirsi. Le luci si spengono, l'areoplano rimane.
Luca Signorini
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