Sicurezza
Al Sesana tappeto rosso per il grande Capitano
A Montecatini torna Varenne, campione e beniamino: batteva tutti e non si fermava mai - Il programma
MONTECATINI. Una favola senza tempo che si ripete. Varenne che un anno dopo torna al Sesana per una passerella, il mito che si rinnova. O volendola vedere da un altro punto di vista, l'ippica che in Italia non riesce ad uscire dal tunnel e allora si aggrappa alla sua vera stella polare per dimenticare le tristezze.
Stasera, sabato 20 luglio, dunque, luci su Montecatini: tappeto rosso, l'ingresso sulla scena della star per quell'inchino alla bandiera che è diventata la cartolina del varennismo. Il “Capitano” (così fu soprannominato da un giornalista tifoso di Franco Baresi) torna in Toscana nel momento in cui l'Italia celebra il centenario di Bartali, ma ad onor del vero questo cavallo fantastico e unico aveva piuttosto la leggerezza di un Coppi che si alza sui pedali ai primi tornanti del Pordoi e se ne va. Varenne faceva così, a metà corsa girava all'esterno, metteva la quinta e se ne andava. Un trottatore che ha sovvertito i postulati dell'ippica.
Ma la sua storia va molto oltre la pista. Il racconto che lo riguarda scrive tanti aneddoti, momenti privati di un cavallo, quasi gossip e leggende metropolitane, roba da film. Per esempio Varenne e quella ragazza bionda finnica, Iina Rastas, che prima di ogni corsa lo abbracciava entrando nel suo box e gli sussurrava: «Vinci per me, Capitano». Lei che ogni mattina lo spazzolava, lo preparava con briglie e finimenti prima dell'arrivo del suo driver Giampaolo Minnucci per una prova veloce in pista. Un feeling straordinario: il Capitano in pista dava tutto fino all’ultima goccia di sudore e fatica, a volte pareva lo facesse davvero per la bella fatina scandinava, altro che “balotellate” e liti di spogliatoio. Ad ogni corsa trottava sempre più forte, battendo record su record. Quello del mondo a New York. Un campione assoluto che faceva sventolare il tricolore con un pellegrinaggio di tifosi a Parigi, Stoccolma, Montreal, Mikkeli, anche lassù su quella pista improbabile ricavata in un bosco di conifere dove staccò tutti e continuò a trottare come se avesse ancora un avversario accanto...

Non si fermava mai, Varenne. Il suo cuore batteva forte, all’unisono con i cuori dei tifosi, dei giornalisti, di donne e bambini che provavano un'emozione incredibile davanti a lui, unica anche questa. Ancora oggi, diecimila persone l'anno salgono a Vigone, nell'allevamento a trenta chilometri da Torino, dove il Capitano alloggia. E ad ogni maggio quando si celebra il suo compleanno, arrivano a stuolo i fans dall'Italia ma anche dalla Francia dove Varenne è celebrato assieme ai grandissimi del trotto d'oltralpe, Ourasi, Roquepine, Gelinotte.
Ma torniamo alle fate. Si dice dunque che il cavallo più veloce del mondo vincesse per lei. Per quella ragazza finnica che un anno fa si è svegliata all'alba, ha raggiunto l'aeroporto più vicino dalla sua casa fra boschi e laghi ed è volata in Italia per riabbracciare il suo Varenne in quel magico ritrovarsi a distanza d'anni proprio a Montecatini. Dopo che il “suo” cavallo imbattibile ha smesso di correre, Iina è tornata in Finlandia, ora fa l’economista, è madre di due bambini, la vita è cambiata ma lei non ha mai dimenticato.
Del resto, lei era considerata l’allenatore segreto e fu decisiva in un passaggio delicato della carriera di Varenne. Quando il Capitano ebbe un leggero - ma preoccupante - infortunio per lo stress di tante sfide internazionali ravvicinate, venne propio a lei l'intuizione per rivedere la luce: portarlo al mare, sulla spiaggia di Torvajanica. Per alcune settimane niente allenamenti, niente lavoro, solo gioco e relax per il cavallo, lei in sella, insieme verso le onde, gli zoccoli e le zampe immersi nell'acqua per curare i dolori. E funzionò, eccome se funzionò: l'adrenalina dell'odore del mare ricaricò il campione e gli dette le energie per nuove battaglie.
Da lì anzi cominciò il tempo migliore del “Varenne in the World”, con i grandi rivali francesi, tedeschi, americani e svedesi tutti sconfitti puntualmente e inesorabilmente a casa loro. E da lì si moltiplicano gli aneddoti, come quello di Enzo Giordano, il cambiavalute napoletano suo proprietario, che si ricompra il 50 per cento che aveva ceduto a Snai appena saputo da alcuni allevatori svedesi che il gruppo delle agenzie ippiche voleva vendere - orrore! - il cavallo agli americani.
Adesso, da tempo, il Capitano è diventato riproduttore, nonché padre di vincitori - ad oggi - di qualcosa come 130 gran premi: i figli sono stati all'altezza del babbo. Gli anni passano, però ogni volta che riappare in pubblico lui fa sempre il pieno. Conquista i cuori, incanta per la sua eleganza naturale, si abbassa dolcemente alla carezza di un bambino. Un po' divo, un po' ancora fanciullino goloso di vita nonostante le 19 primavere e le centinaia di bagni di folla che si è giustamente goduto.

Ecco perché questa sarà un’altra notte magica all'ippodromo di Montecatini, un sabato dove le corse e l'estate fanno tutt'uno con l'emozione e con la vita. Non ci sarà mai un altro Varenne, forever.
(Le foto sono di Rosellini)
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