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Sanità: «Da rivedere i patti territoriali»

L’associazione Crest lancia un appello al sindaco Giurlani «Accordi non rispettati, quindi possono essere ridiscussi»

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PESCIA. «Non sono responsabile di quello che succede all'interno dell'ospedale»: così replicava il sindaco Oreste Giurlani al “J'accuse” dei consiglieri di Forza Italia, che in consiglio comunale gridarono allo scandalo di una riorganizzazione sanitaria che sa di smantellamento, a partire dal reparto di pediatria (che, com'è noto, a Pescia non c'è più).

Giurlani citò i patti territoriali, quelli che il Comune di Pescia -– così come tutti gli altri della Valdinievole – firmò poco più di un anno fa, nel giugno del 2013: «Non potevo non tener conto di quella decisione». Ma c'è chi su questo fronte è pronto a smentirlo.

«La politica è fatta di scelte e di parti – dichiara Eva Giuliani, referente provinciale del Crest (il Comitato Regionale Emergenza Sanità Toscana) Pistoia – e ogni politico sceglie e decide da che parte stare. Il sindaco Giurlani ha deciso, già durante la campagna elettorale per le primarie, di tenere un profilo basso sulle questioni sanità e ospedale dellaValdinievole. L’altro candidato Giuntoli aveva fatto una scelta opposta, dichiarando chiaramente di voler rivedere i patti territtoriali in caso di elezione».

Stando a quanto ha detto il sindaco, anche in consiglio comunale, la sua volontà è quella di far rispettare quei patti, non di rivederli. «Se nel programma di governo il sindaco decide di limitarsi a chiederne il rispetto, ma non la revisione,è per sua scelta – sottolinea Eva Giuliani – legittima, ma si assuma chiaramente la responsabilità di dire che non ha intenzione di andare in Conferenza dei sindaci a chiedere la ridiscussione e verifica di quei patti. Il sindaco Giurlani non è responsabile di ciò che è accaduto fino ad oggi, ma è responsabile di ciò che deciderà di fare o di non fare».

Forse le minoranze potrebbero, anziché limitarsi a chiedere una commissione dedicata all'ospedale chiedere che quei patti venissero rivisti. Questo è quanto chiede il Crest: «I patti terriroriali sono stati uno strumento calato dall'alto da Regione e Asl ai sindaci – spiega la Giuliani – non supportato da nessuna legge in materia sanitaria e che non risponde a nessun criterio scientifico di programmazione sanitaria. Tali patti nella loro redazione non hanno visto alcuna partecipazione o coinvolgimento dei cittadini, ma neppure degli operatori sanitari, dei medici e dei sindacati, patti tra due parti ma senza alcuna concertazione. I patti però non sono immutabili tant’è prevedevano essi stessi monitoraggi periodici che non sono mai stati effettuati».

Quindi i contenuti di questi patti possono essere ridiscussi, bisogna solo vedere se esiste la volontà politica di farlo. Il Crest Pistoia chiederà a tutti i sindaci della Valdinievole di rivedere questi patti. Lo chiederà anche al sindaco Giurlani. La sede per discuterne potrebbe essere proprio quella consulta sanità di cui il sindaco ha invocato la costituzione quale necessario strumento di partecipazione alle scelte in materia sanitaria da parte della cittadinanza.

Maria Salerno

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