Sicurezza
Renzi: «L’Italia sta pedalando insieme a te»
Telefonata del presidente del Consiglio allo “Squalo”. E Malucchi annuncia: «Andremo a Parigi»
PISTOIA. La telefonata del presidente del consiglio Matteo Renzi, il «primo toro» Chris Froome, già ferito a 24 ore dalla micidiale tappa del ritiro sul pavè, e quella «tranquillità che non tradisce emozioni né turbamenti» tipica dello “Squalo” di Mastromarco. A seguire la lunga corsa verso Parigi di Vincenzo Nibali, ci sono come sempre i CanNibali. C’erano sotto la bufera della Marmolada per il Giro del 2009 e sulle Tre cime di Lavaredo per il trionfo ghiacciato in maglia rosa dello “Squalo”, nel 2013. Adesso fanno la spola tra l’Italia e la Francia per seguire il campione cresciuto nella Gs Mastromarco. E non ci sono solo i supertifosi doc con Nibali. Anche il presidente del consiglio Matteo Renzi negli scorsi giorni ha chiamato la maglia gialla del Tour. «L’Italia sta pedalando insieme a te» gli ha detto Renzi al telefono, racconta l’avvocato pistoiese Fausto Malucchi, “ultrà” e fondatore dei CanNibali, oltre che legale di Nibali. «Lui – dice – è stato felicissimo di ricevere quella chiamata». Prima del ritiro di Froome nella tappa del pavé, Malucchi ha inviato un sms allo “Squalo”. «Il primo toro, gli ho scritto mi sembra ferito. Avvicinati senza fidarti troppo e poi finiscilo». «Che Froome non sarebbe andato lontano – continua Malucchi – ce lo sentivamo. Era nell’aria. E anche Vincenzo condivideva questa idea del toro ferito». Emotivamente imperturbabile, Nibali è partito per il Tour «tranquillo». «Lui – racconta l’avvocato – non sottovaluta nessuno. E’ troppo intelligente per farlo. Al di là dei ritiri di Froome e Contador, Vincenzo è partito con una forte convinzione. In cuor suo ha pensato di poterli battere tutti e due». I CanNibali sono pronti ad accamparsi sulle salite per veder passare lo “Squalo” ma non vogliono sentir parlare di vittoria. «L’unico successo che stiamo ancora festeggiando è quello del campionato italiano. Certo che andremo a Parigi – dice Malucchi – L’aereo è già prenotato e sicuramente sarà pieno zeppo di CanNibali. Ma noi – continua, ironico e soprattutto scaramantico – andiamo là per vedere la città e il Louvre, dove c’è la Gioconda. Nibali è stato per anni “vicino di casa” di Leonardo da Vinci». Arrivato a Mastromarco da Messina quando aveva 16 anni, il campione è cresciuto con una grande famiglia adottiva. Fu Fausto Malucchi, insieme al figlio quattordicenne Carlo Alberto, a rubare un lenzuolo dal fondo di qualche armadio e a scriverci sopra “I CanNibali”, ispirandosi al nome del loro campione e al cannibale Eddy Merckx.
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