Il Tirreno

Montecatini

Un nuovo locale sul viale della “movida”

di Sharon Matteoni
Un nuovo locale sul viale della “movida”

Montecatini: il Tropicana ha aperto i battenti accanto alla boutique Susy, ma all’interno il Kursaal è quasi deserto e i fondi non si vendono

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MONTECATINI - Ha tutti i requisiti per essere definito il viale della movida montecatinese. Così sul viale 4 Novembre, accanto alla boutique Susy, sabato sera, 12 luglio, ha aperto un nuovo locale: il Tropicana. Il nome potrebbe far pensare ad un lounge bar ma il nuovo locale non è solo questo. «Siamo un cocktail bar, una pizzeria e un fast food – spiega il titolare Alex Bertani, 30 anni, di Altopascio – e siamo specializzati soprattutto nella vera pizza napoletana». L’ambiente è curato nei dettagli, ma allo stesso tempo accogliente e familiare. Botti e tavoli di legno. È uno stile rustico quello del Tropicana, molto differente dai “vicini”.

Tropicana in viale 4 Novembre

 

Ma a incuriosire non è tanto l’apertura di un nuovo locale, quanto il fatto che un fondo del Kursaal, che fino a un mese fa era vuoto, sia stato finalmente affittato. Perché quello che nel 1905, al momento dell’inaugurazione, era un vero e proprio tempio di mondanità, oggi è un deserto. E probabilmente nessuno se lo sarebbe mai immaginato. Per rendersi conto di quanto sia difficile parlare di attività aperte al Kursaal è sufficiente fare una passaggiata all’interno del colossale edificio progettato da Aldo Rossi. Basta varcare il fronte storico per iniziare a contare i negozi vuoti. L’ala est del complesso è disabitata. Tanto che su otto fondi, sei sono chiusi. Alcuni addirittura mai aperti. Quello che rimane è un cartello con scritto “affittasi”, dove fino a qualche tempo fa c’era un negozio di moda femminile. Dall’altra parte la situazione è leggermente diversa: nel lato ovest, su otto negozi solo la metà sono chiusi. L’ultimo è una pellicceria, che affacciava anche su viale Puccini.

Kursaal

«La situazione è desolante – spiega Esiodo Ferretti, dell’omonima gioielleria, all’ingresso del portale – al massimo nei periodi di alta stagione passano venti persone al giorno. Ho comprato questo fondo nel 2010, trasferendomi da corso Roma, con la speranza che il Kursaal diventasse una galleria commerciale molto frequentata. Ma di questo passo non lo sarà mai. Se tornassi indietro non lo comprerei». L’edificio è freddo, solo. Come Ferretti, in molti hanno acquistato negozi a cifre esorbitanti, dai 350 mila euro in su. Qualcuno ha anche provato ad aprire un’attività, per poi chiuderla dopo pochi mesi. «Chi ha acquistato i fondi commerciali del Kursaal tra il 2006 e il 2009 vuole sbarazzarsene, anche a costo di rimetterci – spiega Marco Runfola dell’agenzia Santermente – ma nessuno è interessato a comprare, quindi provano, invano, ad affittarli. Per gli uffici invece la situazione è molto diversa perché quelli si riescono a vendere». E alla fine della conta si arriva a quattordici negozi vuoti su ventisei. «Il problema è che non ci sono eventi – spiega Michelle Cantatore, di “Cantatore details” – ed essendo in pochi commercianti è difficile organizzare qualcosa. Tutto sommato io non mi posso lamentare, sarà perché il mio negozio è più visibile perché affaccia su viale Puccini».

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