Il Tirreno

Montecatini

Altri 20 profughi inviati a Pescia

Altri 20 profughi inviati a Pescia

Dalla prefettura nessun avvertimento: protesta il Comune

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Sono 20, per la maggior parte di nazionalità eritrea, i nuovi profughi giunti in città giovedì notte. Come consueto, ormai, sono stati alloggiati all'Hotel dei Fiori e poi dirottati alla casa della salute per i controlli sanitari e la profilassi. Un arrivo in sordina per quanto riguarda l’amministrazione comunale che, come ha denunciato il primo cittadino Oreste Giurlani, anche questa volta non è stata preventivamente avvisata dell'arrivo dei profughi.

«Un modus operandi che non approviamo – ha sottolineato in maniera decisa il sindaco in occasione del consiglio comunale – Pescia ha da sempre una vocazione alla solidarietà e all'integrazione, ma questo non vuol dire che il dialogo e la concertazione tra le istituzioni debba venire sistematicamente bypassato». Il riferimento è alla condotta delle prefetture, compresa quella di Pistoia, che dispongono il trasferimento dei profughi in diversi luoghi della provincia, senza però che ne siano pre-allertate le amministrazioni e prendendo direttamente accordi con i responsabili delle strutture ricettive.

Giurlani ha scritto al prefetto per manifestare la propria contrarietà nei confronti di questo modo di procedere e per chiedere che fossero individuati altri luoghi, oltre Pescia, per la destinazione dei profughi così da poter gestire meglio l'emergenza e ha invitato il consiglio a fare altrettanto per rafforzare la netta presa di posizione nei confronti di una faccenda così delicata.

Nessun arrivo invece, in quest’occasione, nell’altro Comune pistoiese solitamente coinvolto, ossia Marliana. Del resto l’albergo del paese montano destinato a ospitare i profughi ha, ormai da tempo, esaurito la disponibilità di spazi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze