Il dolore
Sulle commissioni ipotesi di ricorso al Tar
L’opposizione contesta i criteri adottati a Monsummano per la formazione delle strutture consiliari
MONSUMMANO. Alla fine potrebbe essere il Tar a risolvere la controversia sulla costituzione delle commissioni consiliari permanenti, scoppiata nell'ultima settimana tra maggioranza e opposizioni. La questione non si è risolta al consiglio di lunedì, anzi: i consiglieri di minoranza, al momento di affrontare il tema si sono seduti tra il pubblico, abbandonando l’aula al voto.
C’è stata bagarre, con attimi di tensione. E con l'ipotesi di rivolgersi al Tar. I tre gruppi di opposizione (Forza Italia, Bene Comune e Movimento 5 Stelle), «uniti e irremovibili» come dice il capogruppo Fi Michele Moceri, chiedevano la formazione di 3 commissioni permanenti (affari generali e cultura, programmazione economica e bilancio, pari opportunità e scuola) con 8 membri ciascuna (5 al Pd e 3 alla minoranza), al posto delle attuali 5 con 5 componenti (3 al Pd e 2 alla minoranza), che non rispondono ai requisiti di «proporzionalità di voto e di rappresentanza democratica di tutte le forze in consiglio».
«Il Pd vuole mantenere lo stato delle cose – dice Moceri – noi solleveremo “eccezione di legittimità”, come diverse sentenze amministrative ci consentono di fare. La giurisprudenza parla chiaro: tutte le minoranze devono essere rappresentate nelle commissioni. Lunedì solo la maggioranza ha votato i suoi membri, ma le commissioni non sono state istituite. Il tema dovrà essere giocoforza riproposto nelle prossime assemblee, se la situazione resta così però noi continueremo a non votare».
Due le conseguenze principali. Senza le commissioni, il consiglio dovrà esaminare molti più argomenti all'ordine del giorno e in maniera molto più approfondita, con spreco di tempo e lungaggini evitabili. Poi il Tar: in caso di ricorso, il Comune andrebbe incontro a spese processuali, carte bollate, avvocati e burocrazia.
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