Il Tirreno

Montecatini

Pinocchio, vivaismo e vino per intercettare i turisti

di David Meccoli
Pinocchio, vivaismo e vino per intercettare i turisti

Montecatini: Giuseppe Oriana, delegato dell’Esposizione per i rapporti con le Regioni, sollecita ad allestire una campagna di comunicazione unendo le forze con Prato e Lucca

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MONTECATINI. Sei mesi per “svoltare”, per agganciarsi al treno della ripresa, per intercettare un bacino di turisti che difficilmente potrà ripresentarsi per l’Italia, ma anche per il nostro territorio. L’importante è muoversi da subito, andando nei Paesi target a promuovere il “prodotto Pistoia” (da intendersi nell’accezione provinciale) e presentando eventi creati ad hoc. L’Expo 2015 di Milano non dovrà essere solo di… Milano: l’opportunità per inserirsi nel grande business ancora c’è, ma è l’ora di agire. Tanto più che dalla “nostra” avremmo un personaggio chiave. Giuseppe Oriana è stato presidente provinciale di Assindustria e ora è delegato da Confindustria nazionale per intrattenere i rapporti con le regioni italiane per Expo 2015. La sua azienda, la Montalbano Industria Alimentare, con sede e stabilimento a Lamporecchio, è passata in meno di 20 anni dall’amministrazione controllata a un fatturato di oltre 30 milioni di euro e 5 milioni di confezioni e vasetti (di sottoli, sughi e salse) venduti in un anno.

Oriana snocciola qualche cifra da far paura: le previsioni per l’Expo (1° maggio-31 ottobre 2015, ecco i sei mesi di cui parlavamo all’inizio) raccontano di 22 milioni di visitatori, dei quali tra i 5 e i 7 milioni dall’estero (e di questi ben un milione di cinesi, tanti quanti i visti già richiesti in patria), 24 miliardi di euro di valore aggiunto per le imprese, 60 espositori e un’area sconfinata da visitare a Milano. Ma non solo lì. «L’obiettivo – spiega Oriana – è che le positive ricadute che si prevedono non siano limitate all’area milanese, ma tocchino tutta l’Italia. Fondamentale, in questo processo, sarà mettere a punto un sistema di organizzazione di eventi e di comunicazione, in grado di attrarre investimenti anche nel nostro territorio».

Un “sistema”, spiega ancora Oriana, che in Toscana è gestito dalla Regione e dalle camere di commercio e che prevede macro-aree di intervento: la nostra sarebbe quella che da Lucca arriva fino a Prato. «Il problema – dice l’ex presidente di Assindustria – è che le risorse camerali sono state tagliate e dobbiamo trovare budget alternativi. Ma la Toscana deve fare presto, perché ci sono altre realtà, per esempio Brescia, Mantova, Verona (con un evento che sarà realizzato all’interno dell’Arena) e Venezia (molto attiva è la Biennale), che sono già avanti. Senza contare che Parigi ha già preso accordi per intercettare i turisti cinesi che fanno scalo da loro». I punti sui quali concentrare l’attenzione sono la musica, il “marchio” Pinocchio, il vivaismo, le strade dell’olio e del vino. «In una parola – dice Oriana – l’arte del buon vivere toscano. I territori devono trovare finanziamenti, scegliere un Paese o un’area target e cominciare a promuoversi e a investire in una campagna di comunicazione. Pistoia potrebbe unire le proprie forze con Lucca e Prato».

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